Ai confini della realtà. Sembra proprio esser questo il titolo perfetto per la nuova stagione di Formula 1 che tarda ad iniziare lasciando agli amanti dei motori, e perché no anche delle scommesse online* sulla Formula 1, solamente i ricordi dello scorso campionato.

Dove la realtà non arriva però, ci pensa il mondo virtuale; negli ultimi tempi difatti è cresciuto a dismisura il movimento degli Esport in ambito motori e nello specifico della F1. Noi de L’Insider abbiamo voluto capire in maniera più approfondita questo mondo e per farlo ci siamo affidati alla conoscenza di uno che di Formula 1 se ne intende eccome. Campione del mondo nelle GP2 Series nel 2012, ex pilota-collaudatore per la Lotus nel 2011 ed ora voce e cuore dell’automobilismo, anche virtuale! Davide Valsecchi racconta le differenze della Formula 1 tra realtà e virtuale.

Differenze Formula 1 reale e virtuale: lo stile di guida

La prima domanda che gli poniamo è quella più banale ma allo stesso tempo più determinante e riguarda la differenza in termine di stili di guida e in generale aspetti tecnici da tenere d’occhio. Una differenza che Valsecchi definisce “semplice” e che sintetizza perfettamente nelle prime battute: “Nelle competizioni online manca completamente la parte di rischio e di pericolo. Sbatti contro il muro e non hai nessun tipo di controindicazioni o danni. Perciò sai rende lo sport, uno sport diverso e molto più facile”. Detto fatto, eppure c’è qualcosa di più perché per quanto semplice sia la definizione resta comunque una forte complessità di fondo anche quando si gareggia, ambito esport, a livelli competitivi: “Cambia lì l’approccio dei piloti, si può rischiare senza aver nessun tipo di conseguenze, cosa che nella Formula 1 reale non potresti mai fare. Però lo stile di guida è molto molto simile, soprattutto quando si parla di approccio alla curva, staccata. I giochi sono diventati ormai molto realistici.”


Il mondo virtuale può collaborare con un team ufficiale di Formula 1 nella realtà?

Se dunque c’è di base questo talento necessario a prescindere che si tratti di una competizione su pista vera o Esport puro, vien da chiederci se queste qualità e la tecnica dei pro-player possano effettivamente dare una mano alle scuderie ufficiali di Formula 1. Anche a questo proposito Davide Valsecchi ha pronta una risposta che in realtà rivela molto più di quanto ci aspettassimo: “Alcune squadre già stanno pescando dal mondo degli Esport per dei tester. Cioè i migliori piloti al mondo di F1 simulata già fanno parte di molte scuderie della Formula 1 attuale, ma vengono impiegati soprattutto ed esclusivamente sui simulatori”.

E se vi state chiedendo chi siano i migliori piloti al mondo di F1 virtuale, anche qui sarete ben accontentati: “C’è per esempio Tonizza che è stato scelto dalla Ferrari per gli Esport Games ed è stipendiato a tutti gli effetti. C’è un inglese molto forte che ha vinto per 2 anni di seguito il mondiale degli Esport Games della Formula 1; si chiama Brandon Lee e per lui quest’anno è il terzo consecutivo che è stipendiato dalla Mercedes Formula 1, ha un appartamento vicino alla sede inglese della Mercedes e praticamente lavora per loro oltre ad essere il loro principale volto degli Esport.”

Formula 1 reale e virtuale: gli Esports cambieranno il settore?

Dalle prime battute ci è subito parso di capire che la differenza tra Formula 1 reale e virtuale ci sia, ma con tanti parallelismi ed analogie per cui ci chiediamo quanto l’una possa influenzare l’altra. Valsecchi è bravo nel farci capire quanto sia attuale tutto questo e quanto gli Esports abbiano già contribuito a modificare l’essenza della F1. “Quando sono arrivati i nuovi proprietari […] hanno tentato di svecchiare quello (la vecchia Formula 1), facendo un intrattenimento dal vivo molto più giovanile e molto più bello ma poi soprattutto si son chiesti “Come facciamo a prendere i giovanissimi?” Visto che tutti giocano al computer, PlayStation, Xbox piattaforme varie, hanno cercato di coinvolgerli di più. Hanno organizzato eventi online completamente gratuiti per trovare giovani promesse per questo sport. Sempre più squadre di F1 sono state coinvolte e oggi ci sono ragazzi che sono eccezionali, dei veri e propri professionisti.”

I campioni di Formula 1 Virtuale potrebbero in qualche modo dare una mano anche in pista, nella realtà?

La domanda era d’obbligo; se dunque è così forte questa commistione di realtà e finzione, fino a che punto il talento dei pro-player può aiutare i piloti ufficiali di Formula 1? O meglio ancora, c’è possibilità che giocatori professionisti diventino anche piloti professionisti? Davide Valsecchi la pensa diversamente, pur non sottovalutando la domanda: “Si possono dare una mano e contribuire allo sviluppo di una Formula 1… però c’è da dire che in pista è tutt’altra cosa. […] Non solo preparazione fisica… devi avere un sacco di abilità, a parte dal punto di vista fisico appunto, ma deve essere anche qualcosa che hai dentro di te; sai, la gestione dello stress, lo sforzo, la capacità di concentrarsi anche se il tuo fisico sta facendo uno sforzo incredibile. Sono tutte caratteristiche, qualità e abilità che negli Esports mancano.”

Viceversa, quando gli chiediamo se tutti i giovani piloti come Leclerc o Lando Norris, che stanno sperimentando tanto la Formula 1 virtuale negli ultimi tempi, possano ambire a scalzare i rivali col joypad troviamo all’incirca lo stesso ragionamento di fondo fatto in precedenza: “Ti dico impossibile perché il tempo che devi dedicare per diventare pro negli Esports Games, e quindi per tipo battere Brandon Lee, David Tonizza, quelli che corrono nel campionato virtuale il mondiale del settore virtuale, è troppo per un pilota di F1 e non riuscirebbe mai a fare il suo mestiere nei 22 weekend di gara di una stagione dove hai test, preparazione atletica, viaggi! Impossibile che tu riesca a spendere 6 ore al giorno per il gioco virtuale”.

Noi siamo pienamente d’accordo, eppure, c’è forse ancora spazio per sognare: appena un anno fa nel corso della ROC Nations Cup, il campione di iRacing, Enzo Bonito, era riuscito a sconfiggere in una gara vera il pilota di Formula E Lucas Di Grassi. Chissà che non sia un indizio che presto qualcosa potrà cambiare anche in Formula 1!

Formula 1 e Esports: la reazione della FIA

Proviamo a capire poi se dall’alto qualcuno stia tenendo d’occhio questo nuovo fenomeno in crescita, magari per regolamentarlo più nel dettaglio o semplicemente per poter trarre più vantaggio. Su questo è secco e diretto Davide Valsecchi: “La FIA invece che è l’organizzazione che stabilisce il controllo del regolamento della F1, per adesso se ne frega. In questo momento la FIA non è interessata agli Esports Games, anzi per loro se sparisse sarebbe meglio”. Questo però non cambia l’importanza del settore che, FIA a parte, continua ad essere ben visto dal resto degli addetti ai lavori anzi “la F1 e i suoi capi… loro sono veramente interessati”. Dunque non ci resta che aspettare.

Differenze tra simulatore di guida in Formula 1 e videogioco virtuale

Siamo quasi in chiusura con Davide, per cui decidiamo di andare sul concreto del videogame e delle sue caratteristiche sottolineando un po’ la presenza del simulatore di guida, già molto in uso in ambito Formula 1. Quello che ci preme capire è se, ed eventualmente quanto, differisca il videogioco dallo strumento di guida attualmente più vicino, come esperienza, alla prova su strada. “Rispetto al videogioco di Formula 1 tradizionale, il simulatore è ancora più realistico. A volte sul simulatore si inseriscono le vibrazioni e i movimenti realistici della vettura, perciò i migliori pro-player, negli Esport Games, quando lo si trovano molto in difficoltà e non sono più i migliori al mondo per distanza come nel videogioco.”. Dunque manca tanto davvero in fin dei conti, e il quadro ci sembra ancor più chiaro quando Valsecchi sottolinea che “sei ancora tanto distante dalla Formula 1 vera, perché non c’è ancora quella componente di rischio, però inizi già ad avere uno stress fisico un pochino maggiore, sensazioni che nel gioco virtuale non hai”.

Le idee sono chiare, finiamo le domande e a quel punto è proprio lui a chiederne una, del tutto retorica: “Capisci quanto è distante lo step da campione del mondo Esports Games ad arrivare a pilota di F1?”

 

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