MotoGP: si corre ad Assen!

Mese nuovo, vita nuova. Parafrasando un vecchio detto potremmo sintetizzare quelle che sono le speranze di molti protagonisti della MotoGP. Domenica si corre ad Assen e per tanti sarà l’occasione per chiudere un mese dal punto di vista motociclistico decisamente poco entusiasmante. Procedendo per ordine, partiamo dal casino combinato nell’ultimo gran premio da Jorge Lorenzo: uno strike che non si vedeva da molto che ha affossato in contemporanea Valentino Rossi, Andrea Dovizioso e Maverick Vinales. E così, insieme ai piloti con le rispettive moto, son crollate anche le ambizioni di molti, nella corsa al titolo MotoGP 2019/20.

Valentino su tutti è quello che forse potrebbe iniziare a pensare che anche quest’anno non gli giri poi così bene, e cosi spazio, ancora una volta, alle innumerevoli voci che spuntano a destra e a manca a rimproverarlo per non aver voluto mollare prima; un aspetto questo che in linea di massima andrebbe esaltato, se non fosse che siamo in Italia, memoria corta e lingua lunga.

Diverso il discorso Dovi pocoPower. Il pilota della Ducati sembra condannato a perdere, nonostante una costanza che salvo incidenti (leggi, appunto, Lorenzo) è comunque un segnale importante ed indicativo del fatto che Andrea ci sia con la testa. Purtroppo la classifica gli rinfaccia 40 punti scarsi di distanza dal solito (dove ormai “solito” sembra un’onorificenza per lui) Marc Marquez.

Marquez appunto, che dirgli? Campione con la C maiuscola, scritto 7 volte per ora con l’ottava meraviglia ormai a metà dell’opera. Piovono (anche in torrida estate) milioni di critiche sul talento iberico a partire da chi gli rinfaccia di avere una Honda troppo più forte, per arrivare a chi ancora prova ad insinuare che sia fortunato e malizioso. Il che in percentuale minima potrebbe anche esser vero, com’è vero che bisognerà che tutti se ne facciano una ragione: il 93 è un fenomeno puro.

Passando al tracciato di Assen possiamo trovare maggiori stimoli rispetto ad una classifica che come detto preannuncia l’ennesima bagarre intensa che alla fine porterà ad un finale già scritto. Il circuito olandese è difatti ricco di tradizioni, a partire da quella ormai persa della corsa di sabato, giorno di gara fino a qualche anno fa quando poi ha avuto il sopravvento l’impatto dello show-business riportando tutti in riga.

Cambia il giorno ma non le curve, specie la chicane che anticipa il traguardo passata ormai alla storia per gli innumerevoli sorpassi, anche al fotofinish. Ne sa qualcosa Valentino Rossi che qui ha vinto per ben sei volte, record assoluto ma incompleto se consideriamo che il più veloce in pista ad oggi resta sempre Marquez con l’1:33:617 registrato nel 2015.

Ottimi spunti e buoni presupposti per una gara che seppur non decisiva magari saprà regalare ancora una volta quel sapore di adrenalina e asfalto che a tanti appassionati inizia a mancare. Quello che non può mancare sicuramente è l’augurio per tutti di una,

Buona gara!

 

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