L'attesa è finita.

Settimana di frenetica attesa per tutti gli appassionati delle due ruote, con il Motomondiale ormai alle porte.

Domenica in Qatar si correrà infatti la prima gara della stagione e le premesse sono come sempre altamente spettacolari. 

Il grande favorito ai nastri di partenza è ovviamente Marc Marquez. Il 26enne spagnolo è stato il dominatore della passata stagione e non solo: basti pensare che degli ultimi 6 mondiali se ne è portati a casa 5. L'uomo da battere non può essere che lui, pilota straordinario, che negli ultimi anni sembra anche aver raggiunto un buon autocontrollo. Se lo stile di guida aggressivo e spericolato, sempre "al limite" è uno dei suoi pregi migliori, allo stesso tempo lo ha spesse volte limitato, rendendolo protagonista di scivolate ed errori. Ora sembra un Marquez più giudizioso, abilissimo nel gestire le gare e capace di calcolare il rischio con più lucidità, arrivando in certe occasioni addirittura ad "accontentarsi" ragionando in ottica campionato. Se pensiamo poi che monterà ancora una Honda, moto che conosce benissimo e da anni al top, risulta davvero difficile credere che qualcuno possa rubargli lo scettro.

L'unica incognita è data dall'arrivo di Jorge Lorenzo in Honda. Non sia mai che due galli in un pollaio siano troppi. Lorenzo è stato protagonista del trasferimento più chiacchierato del MotoGP lasciando la Ducati e passando in Honda. Lo spagnolo è carico, esperto e voglioso di riscattare due anni non brillantissimi in Ducati, anche a causa dell'esplosione di Dovizioso. Già, il Dovi; pilota ormai affermato, capace di avere più volte la meglio anche su Marc Marquez in vari duelli, ma mai di conquistare il titolo di campione del mondo della massima categoria.

Dovizioso è però un pilota veloce, esperto, e che si trova probabilmente nel miglior periodo della sua carriera. Se vuole scrivere il suo nome nella leggenda, ora o mai più. Per farlo monterà ancora una volta sulla Ducati, moto veloce e competitiva che conosce perfettamente. Il suo compagno di scuderia sarà un altro italiano, Danilo Petrucci, promosso dopo le buone prestazioni con la scuderia satellite della Ducati, la Pramac. Un'occasione meritata e conquistata in pista, raggiungendo risultati lusinghieri con una moto inferiore rispetto a quelle delle scuderie più grandi. Parlando di grandi, non è ancora tempo per affrontare un Motomondiale senza Valentino Rossi. "

The doctor", guiderà ancora una Yamaha che deve riscattare due stagioni al di sotto delle aspettative e con troppi problemi. A 40 anni appena compiuti, alla ventiquattresima stagione, Valentino è ancora in grado di emozionare e di emozionarsi, nonostante i tanti anni in sella e i 9 titoli mondiali conquistati. Rossi c'è, la Yamaha vedremo. 

La scuderia giapponese non ha cambiato i piloti confermando anche Maverick Viñales. Il giovane spagnolo ha fatto intravedere nelle sue prime stagioni in MotoGP di avere qualità importanti. Nonostante la giovane età(24 anni ancora da compiere) ed il periodo di difficoltà della Yamaha, Viñales è stato in grado di conquistare 5 vittorie e 16 podi complessivi. Ecco perché se inizierà ad avere più continuità all'interno della gara, e se la Yamaha gli metterà a disposizione una moto competitiva, Viñales potrebbe davvero essere un outsider da cui guardarsi.

Chiamati a riscattare una stagione non esaltante sono invece Cal Croutchlow e Andrea Iannone. L'inglese guida una Honda, e dopo i problemi fisici della scorsa stagione vuole ridurre i suoi errori per essere sempre più competitivo. Iannone è sempre stato un pilota veloce, ma viene da un annata piuttosto negativa in Suzuki. Ecco quindi che l'italiano cerca rilancio in Aprilia. Un binomio interessante, vista l'ambizione del team. Da verificare quella di Iannone che, se concentrato e motivato, resta un pilota che può dire la sua. Così come Alex Rins. Lo spagnolo nella passata stagione si è imposto come una delle rivelazioni del Motomondiale ottenendo 5 podi(3 secondi e 2 terzi posti).

La Suzuki punta con decisione su Rins per il talento e la giovane età, in linea con la mentalità della scuderia nipponica. 
Giovane e di talento è sicuramente Johan Zarko, confermato pilota KTM. Il passo del francese è di quelli giusti, bisognerà vedere se disporrà di una moto che nella passata stagione è apparsa indietro rispetto alla concorrenza.

Anche l'Italia ha i suoi giovani interessanti da esibire al mondo: Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia. Morbidelli è passato alla Yamaha dove disporrà di una moto in cui potrà mettersi in evidenza con maggior facilità. Bagnaia è invece il campione del mondo della Moto2 ed è al debutto in MotoGP. L'esordio avverrà in Pramac, squadra satellite della Ducati. In quel di Borgo Panigale puntano forte su questo ragazzo di grande prospettiva.

Completano poi il quadro Abraham in Reale Avinita Racing(Ducati), Fabio Quartararo in Petronas Yamaha SRT(Yamaha), Takaaki Nagakami in Honda Castrol(Honda), Joan Mir in Suzuki, Aleix Espargarò in Aprilia, suo fratello Pol in KTM, Jack Miller in Pramac, Tito Rabat  in Reale Avinita Racing(Ducati), Hafizh Syharin e Miguel Oliveira in KTM. 
Buon Mondiale a tutti!

 

 

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