MotoGP: si corre in Austria!

Non si ferma la MotoGP che nel torrido weekend di Agosto fa tappa in Austria per fare visita al Circuito di Spielberg. Nome che ai più evoca trame cinematografiche da urlo, ma ad onore del vero il motomondiale di quest’anno sta regalando una trama scontata e priva di colpi di scena. L’ultimo episodio si è concluso a Brno, con Marc Marquez ancora una volta dominatore, seguito da un Dovizioso, finalmente tornato al podio, e il giovane Miller che se non altro regala una nota di stupore da queste parti ormai raro.

L’Austria però regala un set, inteso come circuito, che può regalare emozioni. Il Circuito Red Bull Ring Austriaco si sviluppa lungo una serie di curve e rettilinei, per una lunghezza totale di 4.3km, che permettono ai piloti di disputare gare decisamente emozionanti.

C’è poi un aspetto legato a tradizione e statistica che racconta dei piloti italiano sempre premiati dalla pista austriaca. Dal 2016 difatti, se consideriamo tutte le classi, sono ben 5 gli italiani ad aver visto il podio, rispettivamente Iannone e Dovizioso (doppietta Ducati prima, assolo di Dovi nel 2017), Bagnaia, Morbidelli e infine Bezzecchi l’anno scorso in Moto 3.

Casistica non banale che proverà a smuovere qualcosa tra i piani alti della classifica, almeno in quanto a morale e spirito agonistico. Attualmente il tabellone dei migliori recita: Marquez sempre primo a 210 punti, seguito da Dovizioso a 147, Petrucci a 129, Rins a 114, Vinales a 91 e Rossi a 90.

Ecco proprio gli ultimi due aprono un dibattito clamoroso. Partendo dal presupposto che mai ci si sarebbe aspettati un Rins, Suzuki, davanti a due Yamaha ufficiali, il tema principali riguarda proprio i due piloti della casa giapponese. Campionato anonimo per Valentino Rossi che, semmai, ha regalato qualche emozione in più in senso negativo più che positivo. Partito a rilento è stato raggiunto e poi superato da un Vinales che è certamente incostante ma che nell’ultimo periodo sta ritrovando almeno smalto e cognizione di guida.

Tre settimane fa la voce di papà Graziano si era fatta sentire all’interno di tutto il motodrome, suonando come una speranza più che una convinzione. In tre gare lo rivedremo sul podio, stando alle sue parole, ma nel frattempo una è già andata e forse è il caso di non metterci troppo il pensiero.

Chi invece un pensiero dovrà mettercelo ahilui è Dovizioso, come detto on fire con la sua Ducati a Spielberg, ma in tutta onestà sembra quasi un appello dell’interno circuito più che un’analisi dettagliata. Serve qualcuno che possa fermare quel 93 indiavolato, serve qualcosa che ridia spirito ad una MotoGP ormai da copione visto e rivisto. Serve che tutti, Domenica, facciano una gara col sangue agli occhi. Noi faremo il tifo, per lo spettacolo e per le emozioni. A loro non resa che augurare:

Buona gara!

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