Dopo il successo di Brad Binder in Austria, salito sul gradino più alto di un podio completato dalle due Ducati di Francesco Bagnaia e Jorge Martin (da sempre molto performanti sul circuito dello Spielberg), si è accorciata almeno in parte la distanza dal primo posto occupato da Fabio Quartararo - in 7^ posizione nell’ultimo GP e saldamento al comando della classifica piloti con i suoi 181 punti; 47 in più della coppia appaiata a quota 134 e composta da Bagnaia e Mir e seguiti da Zarco due lunghezze più indietro. Un’annata in MotoGP aperta a diversi scenari e che in Gran Bretagna potrebbe regalare altre sorprese, su un tracciato particolare in cui dal 2010 in poi la pole position non si è (quasi) mai rivelata decisiva - solo tre vittorie sono state conquistate partendo dalla prima posizione nell’ultimo decennio: 2010 (Lorenzo), 2011 (Stoner) e 2014 (Marquez).

 

MotoGP in Gran Bretagna: la storia del circuito di Silverstone

Quello di quest’anno a Silverstone sarà il 20° GP della top-class che si tiene sul circuito inglese, il 21° se si considera anche il weekend in programma nel 2018 - quando le gare furono cancellate causa maltempo; una corsa sospesa in quel caso come accaduto poi anche lo scorso anno. Il circuito inglese - da sempre patria e casa della Formula Uno - ha fatto la sua prima apparizione nel calendario della MotoGP nel 1977, restando un appuntamento fisso fino al 1986. Dalla stagione seguente venne sostituito dal tracciato di Donington (dove si sono corse 23 edizioni consecutive dal 1987 al 2009), prima di tornare a Silverstone nel 2010 a seguito dell’ammodernamento della pista - a cui fu aggiunto un tratto che ha portato la lunghezza complessiva del singolo giro da 4.7 a 5.9 chilometri. Un circuito ricavato dalle strade perimetrali di un ex aeroporto militare britannico utilizzato durante la seconda guerra mondiale, nato “per caso” quando nel 1947 un gruppo di amici, sapendo che il sito era rimasto abbandonato, organizzarono una gara. Un tracciato entrato così nella storia dei motori su due e quattro ruote.

 

MotoGP in Gran Bretagna: record di vittorie e pole position a Silverstone

Il team più vincente a Silverstone è la Yahama con sette successi: tre conquistati nell’era dei due tempi (1978, 1979, 1983), seguiti poi da quattro arrivati in MotoGP (2010, 2012, 2013, 2015). Per quello che riguarda le pole position invece a dominare è la Honda, moto partita per 11 volte su 20 qualifiche dalla prima posizione. Un’egemonia portata avanti dal 2011 al 2017, interrotta soltanto dalla coppia Ducati Lorenzo-Dovizioso nel 2018 (per la gara già citata che poi non fu mai disputata causa maltempo). Nessuno nella storia di Silverstone è partito più volte in pole position di Marc Marquez - in cinque occasioni - seguito dallo storico Kenny Roberts Sr. a quota quattro; primatista anche per quel che riguarda il numero di vittorie sul circuito britannico: tre sigilli, gli stessi raccolti da Jorge Lorenzo. Nessuno dei piloti in attività invece è riuscito a vincere più di una volta a Silverstone, con Marquez (2014), Rossi (2015) e Rins (2019) unici a poter vantare un successo. Maledizione invece per gli italiani in qualifica: mai un azzurro è riuscito a conquistare la prima posizione e il miglior tempo in qualifica. Chissà se questo potrà essere da stimolo per Bagnaia (e non solo per lui).

 

MotoGP in Gran Bretagna: il fattore pioggia e alcuni dati sulla stagione

Sarà una gara su cui incomberà - più che in altri casi - la pioggia, visto che a Silverstone è stata una costante non soltanto nel già citato 2018. Da quando si è tornati in pista sul circuito britannico infatti, ci sono state gare bagnate nel 2011 e nel 2015, mentre in qualifica i temporali sono arrivati nel 2016 (evidenziando le non perfette capacità di drenaggio della pista). Occhio dunque al meteo che potrebbe essere un fattore decisivo, oltre ai record che potrebbero essere battuti nel weekend. Qualora dovesse vincere un pilota italiano in MotoGP sarebbe il successo n°250, con il nostro Paese leader in classifica davanti alla Spagna (177) e agli Stati Uniti (154). Quest’anno inoltre ci sono stati sette vincitori e 11 piloti diversi sul podio: la scorsa stagione, che è stata estremamente variegata, si arrivò rispettivamente a nove e 15. Cifre da record che potrebbero essere bissate (o superate) prima del termine dell’annata 2021.

 

 

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