NBA 2019: La scelta di Kawhi Leonard

La scelta che tutti attendevano è stata presa: Kawhi Leonard è un nuovo giocatore dei Los Angeles Clippers. Il free agent più atteso ha scelto di unirsi alla franchigia alla quale è stato accostato per tutta la scorsa stagione, ponendo la parola fine sulla più lunga telenovela di mercato che la NBA ci abbia fornito all’interno dell’estate più rivoluzionaria della propria storia.

Con questa firma la squadra allenata da coach Doc Rivers ha portato a casa il più importante free agent della propria storia, riuscendo per la prima volta a effettuare un arrivo che realmente sposti l’idea, costruitasi a seguito di decenni di storia NBA, che i Clippers fossero la seconda squadra di Los Angeles.

La chiusura del cerchio, però, è arrivata contestualmente alla scelta dei Clippers di scambiare Danilo Gallinari, Landry Shamet e ben 7 scelte con gli Oklahoma City Thunder in cambio di Paul George. Questa trade, nello specifico, è comparabile a quella che ha portato ormai 8 anni fa Chris Paul ai Clippers: per la seconda volta nella loro storia gli angeleni hanno acquisito un All Star via trade. Insomma: due delle tre operazioni più importanti della storia della franchigia si sono completate in pochissimi minuti. Questo la dice lunga sulla volontà della società, guidata dal proprietario Steve Ballmer, di essere una delle franchigie di punta della NBA nelle stagioni a venire.

L’impressione che deriva da queste due mosse è che Kawhi Leonard avesse chiesto ai Clippers di poter fondere il proprio desiderio di competere per il titolo NBA e la sua voglia di giocare nella città che gli ha dato i natali: gli angeleni sono stati ben contenti di ipotecare il proprio futuro e assecondare i suoi desideri, tramutandosi, così, definitivamente in una pretendente per il titolo NBA.

Negli scorsi giorni, infatti, in gran segreto l’ormai ex numero 2 dei Raptors e l’ex stella dei Thunder si erano incontrati, decidendo di congiungere le proprie strade per tentare l’assalto al titolo NBA con la squadra della propria città: anche Paul George, infatti, è di Los Angeles. Non è stato difficile per lui andare dalla dirigenza di Oklahoma City chiedendo la trade: la scelta di Sam Presti, General Manager di OKC, è stata monetizzare al massimo la sua cessione, ideando una ricostruzione che si materializzerà negli anni a venire.

La metà meno nobile di Los Angeles ha, dunque, dato il benvenuto nel giro di poche ore all’MVP delle ultime Finals e a uno dei tre finalisti per il titolo di MVP della scorsa regular season: un risultato straordinario per una squadra che, nel corso della sua storia, non ha mai avuto la reale possibilità di competere e attrarre grandi nomi.

Ora, la domanda successiva inerente ai Clippers riguarda l’effettiva capacità di convivere delle due stelle a roster: la loro amalgama tecnica sembra perfetta. I due si integrano perfettamente sia in attacco che in difesa. Entrambi possono giocare sia con la palla in mano che lontani dalla stessa e, al contempo, entrambi sono due dei migliori difensori del mondo. In più, attorno a loro ci sono specialisti già pronti come Lou Williams,Patrick Beverley,  Landry Shamet, Montrezl Harrell e Mo Harkless che possono garantire capacità di mettere punti a referto, difesa e mobilità lontano dalla palla quando saranno le due stelle a monopolizzare l’attacco. Un roster che, già al momento, sembra molto competitivo e proverà da subito l’assalto alle Finals NBA.

Si profila, dunque, all’orizzonte la possibilità di un derby tra le due metà di Los Angeles per il dominio della Western Conference, una prospettiva che sembrava impensabile qualche anno fa e che ora è quasi una certezza. Proprio i giallo viola sono corsi ai ripari, dopo aver perso la possibilità di acquistare Leonard, rinnovando il contratto di JaVale McGee (8.4 milioni per due anni), assegnando un biennale da 30 milioni a Danny Green e riservando un biennale da 16 milioni a Kentavious Caldwell-Pope. Ormai gli schieramenti delle due squadre sono quasi completi, mancano gli ultimi dettagli.

LeBron James e Anthony Davis contro Kawhi Leonard e Paul George: a dirla così fa già impressione. E pensare che in giro per la lega ci sono altre squadre con non poche ambizioni di vittoria: i Brooklyn Nets che dal prossimo anno potranno schierare un Kevin Durant recuperato, i Golden State Warriors del nuovo arrivo D’Angelo Russell, i ristrutturatissimi Philadelphia 76ers che possono probabilmente vantare il miglior quintetto NBA e, perché no, anche i Boston Celtics di Kemba Walker e coach Brad Stevens.

La geografia della NBA è profondamente cambiata ma, proprio grazie a questi cambiamenti, è divenuta ancora più interessante. E pensare che di free-agent di livello ce ne sarebbero ancora in giro. Di mosse intriganti ne vedremo ancora tante ma, per ora, possiamo goderci l’unica certezza che abbiamo: sarà un’altra indimenticabile stagione di NBA.

 

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