NBA: ecco i migliori rookie della prossima stagione!

Poco più di un mese è passato dalla notte del Draft NBA 2019 e, dopo alcuni riscontri anche piuttosto positivi derivanti dalla Summer League, siamo pronti a tuffarci nel mare dell’hype portato dai rookie NBA di una classe che potrebbe riservare tantissime soprese.

Chiaramente la matricola più attesa di tutte è Zion Williamson, che ormai da anni convive con l’etichetta del predestinato ma non ha potuto cominciare la sua esperienza NBA nel migliore dei modi: la sua Summer League è durata infatti meno di 10 minuti a causa di un infortunio e, di conseguenza, il verdetto sul suo impatto con i professionisti è rinviato direttamente all’inizio della prossima regular season. Inutile dire che il favorito numero uno al titolo di rookie dell’anno è proprio lui che, con i suoi 130 kg di puro talento e atletismo, è chiamato a riscrivere la storia dei New Orleans Pelicans.

Nella corsa al titolo di Rookie of the Year, però, bisogna tenere presenti numerosi fattori e, dunque, considerare quanti dei prospetti scelti lo scorso 20 giugno siano effettivamente pronti a impattare al meglio la stagione NBA. Tra questi al momento non sembrerebbe esserci il compagno di squadra di Zion Williamson, Jaxson Hayes, troppo leggero e “grezzo” tecnicamente per poter essere subito un fattore in NBA, così come potrebbero non essere in corsa per la palma di miglior esordiente anche altre scelte molto alte del prossimo Draft come Coby White, che deve mettere a posto tante cose del proprio gioco prima di impattare la lega al meglio, o come DeAndre Hunter, che per le proprie caratteristiche difensive e di complemento sembra fornire poche chance di impressionare gli osservatori in maniera dirompente.

Chi può, invece, competere subito con Williamson per il titolo di rookie dell’anno sono invece le pick numero 2 e numero 3 dello scorso Draft, Ja Morant e RJ Barrett. Il primo avrà subito il controllo tecnico di una squadra in ricostruzione come i Memphis Grizzlies che, oltre a lui, possono contare su un nucleo di giocatori giovanissimi come Jaren Jackson Jr., Josh Jackson, De’Anthony Melton e soprattutto il grande dominatore della Summer League di Las Vegas Brandon Clarke. In questo contesto Morant promette di portare il proprio atletismo e la propria creatività come passatore a livelli subito impressionanti. Una situazione del genere sembra davvero ideale: se la storia del premio di rookie dell’anno ci ha insegnato qualcosa è che le point guard molto creative con immediata possibilità di impattare sono sempre molto ben viste dalla critica, basti pensare alle recenti vittorie di Luka Doncic e Ben Simmons, oltre che a quelle meno recenti di Damian Lillard e Derrick Rose.

Situazione simile ma ruolo diverso per RJ Barrett, che potrebbe addirittura subito rivelarsi come uno dei realizzatori principi dei New York Knicks ma che dovrà, purtroppo per lui, fronteggiare un biennio di poca costruzione tecnico-tattica con dei giocatori che, a seguito della disastrosa free-agency dei Knicks, potrebbero in qualche modo intralciarne sia la crescita che la rincorsa al titolo di miglior debuttante dell’anno.

Alle spalle del terzetto di testa occhio anche a Jarrett Culver che potrebbe ritagliarsi subito uno spazio importante al fianco di Karl Anthony Towns. L’obiettivo dei Timberwolves sembra essere disfarsi del mega contratto di Andrew Wiggins e, magari, in caso di uscita del giocatore canadese potrebbe avere lo spazio giusto per mostrare le proprie doti di attaccante versatile, oltre che di difensore arcigno. Allo stesso modo Rui Hachimura, giapponese degli Washington Wizards, promette di essere subito titolare e capace di rendere per la squadra della capitale, oltre che di fornire un importante indotto economico sul mercato asiatico a livello di vendita di merchandise.

Passiamo, poi, al capitolo outsider: le possibili sorprese sono molte, magari annidate nelle zone più recondite del Draft. Può, ad esempio, stupire un giocatore come Tyler Herro dei Miami Heat che sembra dover aprire la propria carriera NBA nelle vesti di tiratore puro ma, magari, nel corso della sua evoluzione cestistica avrà modo di diventare molto di più. Allo stesso modo spera di stupire Nassir Little che è stato scelto alla 25 dai Portland Trail Blazers dopo esser stato a lungo considerato un top 10 dello scorso Draft: le partenze di due ali titolari come Mo Harkless e Al Farouq Aminu possono di certo aprirgli uno spazio per far bene accanto a Damian Lillard e CJ McCollum. Non è, però, finita qui: in molti sono curiosi per il rientro in campo di due giocatori dei Denver Nuggets, entrambi reduci da pesantissimi infortuni ma entrambi dotati di un talento fulgido e lampante: il primo, Michael Porter Jr., non è stato Draftato quest’anno ma nella scorsa stagione dai Nuggets e ha anche dovuto saltare la summer league a causa di un nuovo fastidio fisico ma lo scorso anno era dato come un papabile numero 1 al Draft. Il secondo, invece, Bol Bol era un talento da top 5 al Draft 2019, sceso fino alla 44esima pick a causa di infortuni e dubbi sul suo fisico. Starà allo staff dei Nuggets dar loro la possibilità di esprimersi al meglio.

Insomma, i giocatori da seguire nel corso della prossima stagione non mancano: raccontarvi la loro crescita è compito nostro, il vostro è semplicemente quello di godervi le loro gesta!

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