Lo sappiamo, vi manca il basket giocato e vi mancano gli approfondimenti legati al campo ma in questo momento di pausa forzata abbiamo finalmente l’occasione di effettuare un recap vero di ciò che è successo in NBA fino a questo punto e, magari, lanciarci anche in delle considerazioni inerenti a ciò che accadrà alla ripresa delle operazioni.

La stagione NBA, fin ora, è stata molto particolare: le lotte playoff delle due Conference sono apparse, a dirla tutta, molto meno serrate – visto che il quadro di almeno sette ottavi di griglia playoff si è delineato ben presto- ma, complice il rimescolamento di talento avvenuto dopo l’estate nella lega, la complessiva situazione ai vertici della NBA è più fluida che mai. Proviamo, dunque, a gettarci in previsioni su chi potrebbe davvero ambire al titolo NBA una volta che la lega troverà modo di ripartire.

Partiamo con i Milwaukee Bucks, la vera power house di questa stagione NBA: reduci dalla meravigliosa annata 2018-19 nella quale si sono fermati a davvero pochi metri dalla finale NBA, i ragazzi di coach Budenholzer sono ripartiti al massimo delle proprie potenzialità, mettendo insieme un record di 53-12 e dando la continua impressione di essere pienamente in controllo dei propri mezzi. Lo testimonia anche il rendimento straordinario di Giannis Antetokounmpo, autore di una stagione che con ogni probabilità gli avrebbe fruttato il secondo MVP consecutivo: in poco più di 30 minuti di media, infatti, The Greek Freak sta facendo registrare 29.6 punti di media, 13.7 rimbalzi e 5.8 assist. Numeri mostruosi che ricostruiscono perfettamente l’efficienza del sistema di Milawaukee e la rendono la nettissima favorita per raggiungere le NBA Finals.

Occhio, però, perché dalla Eastern Conference potrebbero non mancare le sorprese, visto anche tutto ciò che è accaduto in questa stagione: i Miami Heat di Jimmy Butler, ad esempio, sono esplosi come una delle migliori squadre a Est e hanno il talento e la profondità per sperare di raggiungere la finale di Conference e poi, a quel punto, provare il colpo gobbo. I Philadelphia 76ers, che sembrerebbero esser stati assemblati per competere ai playoff sono una squadra da tenere fortemente d’occhio: paradossalmente questa sosta può aiutarli a recuperare al meglio i diversi giocatori acciaccati e rendersi pericolosi in post season malgrado una stagione fin qui molto difficile sotto tanti aspetti.

Anche Toronto Raptors e Boston Celtics sembrano ossi particolarmente duri: entrambe le squadre malgrado i cambiamenti estivi hanno messo in piedi due stagioni magnifiche e sembrano avversari particolarmente ostici ai playoff, così come una squadra particolarmente rognosa potrebbe rivelarsi Indiana, under dog di assoluto lusso nella corsa a Est. Tutte queste pretendenti dispongono del talento e delle armi per mettere in difficoltà i Bucks? Sicuramente ma nessuna di queste gioca una pallacanestro sufficientemente efficiente per batterli al completo in una serie al meglio delle 7 partite. Milwaukee, dunque, anche alla ripresa delle operazioni potrebbe davvero essere la strafavorita per la Eastern Conference.

A Ovest, invece, come ormai ben sapete i Lakers fanno corsa di testa ma i Clippers sono universalmente riconosciuti al loro livello dal punto di vista della pericolosità in ottica titolo. I precedenti stagionali dicono 2-1 per i Clippers, anche se l’ultima vittoria l’hanno messa a segno i Lakers, ma ciò che è avvenuto fin qui in stagione non è abbastanza per inquadrare al meglio un’eventuale serie tra le due squadre di Los Angeles. I Clippers, soprattutto, non hanno mai disposto continuativamente di una rotazione che includesse tutti i propri effettivi al meglio delle loro potenzialità, preferendo disporre di un sistema di rotazione che sicuramente aiuta i giocatori a non sovraccaricarsi ma, di certo, non ne favorisce l’alchimia. Al contempo, nei passati scontri tra le due squadre, abbiamo visto solo una volta sia LeBron James che Anthony Davis in “playoff mode”, nell’ultimo scontro tra le due squadre vinto dai Lakers, e questo sicuramente dimostra che la squadra di coach Frank Vogel ha tutte le carte in regola per arrivare in fondo alla Conference almeno quanto i cugini. E le altre? Qualcuna può davvero creare fastidio a questo duopolio? Forse, ma molto dipende da equilibri che, al momento, non possiamo valutare. Gli Utah Jazz, i Denver Nuggets e gli Houston Rockets, ad esempio, sono squadre molto interessanti ma presentano evidenti punti deboli su cui le due di Los Angeles possono martellare alla lunga. I Dallas Mavericks, invece, dopo aver perso un po’ di spinta propulsiva rispetto a inizio stagione, saranno senza dubbio un ostacolo ostico per chiunque, ma sono una squadra particolarmente aggirabile. Stesso discorso, ma con motivazioni diverse, per i Thunder, vera sorpresa della stagione: la loro leggerezza potrebbe sospingerli anche in post season ma nessuno li immagina a fare una corsa lunga.

Alla fine della fiera, dunque, il trittico che emerge è sempre quello composto da Milwaukee Bucks, Los Angeles Lakers e Los Angeles Clippers, che al momento sembrano davvero troppo più forti e attrezzate rispetto alle pur eccellenti contendenti. Se, al momento, dovessimo puntare su una finale da sogno sarebbe impossibile non citare Bucks vs Lakers: Antetokounmpo contro LeBron, la piccola realtà contro la grande metropoli. A quel punto sarebbe l’esperienza di James o la brillantezza di Giannis a deciderla? Nessuno può davvero dirlo sin da ora.

La nascita di un gruppetto di testa così ben delineato, però, è una situazione che presta il fianco anche all’avvicendarsi di numerose sorprese che, come sappiamo, in NBA non mancano mai. Non ci resta dunque che attendere la ripresa delle operazioni per trovare risposta!

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