Lo avevamo detto che sarebbe stato un ultimo giorno di trade davvero importante e così è stato: sono state tantissime le mosse importanti per il presente e il futuro della lega ma, a ben vedere, quella che più ci interessava non si è concretizzata. Danilo Gallinari è, infatti, rimasto agli Oklahoma City Thunder, franchigia che ha interamente confermato il proprio roster a discapito delle insistentissime voci che si inseguono da inizio anno in relazione alla volontà della squadra di smontare tutto e ripartire. Sam Presti, anche alla luce degli eccellenti risultati dei suoi ha deciso di preservare intatto il potenziale della squadra, conservando ogni pezzo della rotazione.

Di un eventuale trasferimento di Gallinari, dunque, bisognerà tornare a parlare in estate quando il contratto dell’Italiano sarà scaduto e i Thunder cercheranno di costruire una sign-and-trade per lui: questo scenario, nello specifico, farebbe contente entrambe le parti, visto anche che il valore di mercato dell’ex Olimpia Milano è altissimo dopo la seconda eccellente stagione consecutiva giocata senza infortuni rilevanti. I Miami Heat, grandi indiziati per prenderlo, dunque, si sono “accontentati” di aggiungere allo scambio con Memphis Jae Crowder, che sommandosi ad Andre Iguodala regala la possibilità agli Heat di allungare la rotazione, liberarsi di contratti pesanti (James Johnson e Dion Waiters) e di un giocatore al momento infortunato come Justise Winslow, senza necessariamente rinunciare ad essere una meta invidiabile per i free-agent nel 2021, grande obiettivo del mercato futuro di Miami.

Altra squadra che ha cambiato moltissimo sono i Minnesota Timberwolves, che si sono inseriti nella sopracitata hanno acquisito primo James Johnson da Miami (e ora probabilmente lo taglieranno) in cambio di Gurgui Dieng e che, soprattutto, hanno mobilitato il proprio assetto con uno degli scambi più importanti della deadline: D’Angelo Russell è, infatti, un nuovo giocatore dei Timberwolves in cambio di Andrew Wiggins. Sommando queste due mosse alla enorme trade a 4 squadre di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana e a quella di due settimane fa che ha visto Teague lasciare Minnie in cambio di Bazemore, abbiamo l’immagine di una Minnesota che si ritrova ora con un roster nuovo per metà e con un futuro completamente da riscrivere.

Dall’altra parte gli Warriors hanno aggiunto un giocatore potenzialmente più funzionale al proprio gioco, mantenendo intatta la possibilità di scambiare per ottenere un giocatore di fascia ancora superiore in vista della prossima stagione. Per quanto riguarda gli scambi rilevanti già per questa stagione è impossibile non parlare della mossa Marcus Morris ai Los Angeles Clippers: in questo modo gli angeleni si assicurano una delle migliori ali su piazza ed aumentano ulteriormente il proprio potenziale in vista della post season nella quale proveranno l’assalto al titolo NBA. Approccio opposto dei Los Angeles Lakers che, invece, non hanno effettuato mosse di mercato e si sono limitati a sondare la possibilità di firmare Darren Collison dagli svincolati, possibilità non materializzatasi. Ora, dunque, il mirino dei Lakers potrebbe spostarsi su Waiters, che dovrebbe essere a breve tagliato dai Grizzlies.

Altro giocatore importante a cambiare casacca in questo mercato è stato Andre Drummond, letteralmente scaricato dai Detroit Pistons ai Cleveland Cavaliers: il giocatore ha subito parecchio la cosa, lasciandosi andare a dichiarazioni stizzite nei confronti della sua ex franchigia, quella a cui aveva giurato eterno amore.

Come se non bastasse, poi, Drummond ha fatto in tempo anche a debuttare con la nuova maglia subendo una sconfitta per 92-133 contro i Los Angeles Clippers: la peggior batosta casalinga nella storia dei Cleveland Cavaliers. Davvero non un buon modo di presentarsi nel suo nuovo contesto-squadra.

La sconfitta al debutto dei giocatori appena trasferiti non è, però, una novità: anche Andrew Wiggins ha visto i suoi coriacei Warriors arrendersi contro i Lakers per 125-120 (malgrado i suoi 24 punti), così come Iguodala e Crowder (autore di 18 punti) hanno visto gli Heat arrendersi per 109-125 contro i Portland Trail Blazers. Insomma, ciò che appare evidente è che anche adattarsi ai trasferimenti in un contesto perennemente dinamico come quello della NBA è un aspetto tutt’altro che facile da assimilare.

Come al solito ci salutiamo con uno sguardo ai prossimi eventi rilevanti della lega e, dunque, in questa settimana non possiamo far altro che parlare ancora di All Star Game: chi vince secondo noi e chi potrebbe sorprendere?

Partiamo dallo scoprire le formazioni, divenute ufficiali la scorsa settimana attraverso il draft dei due capitani LeBron James e Giannis Antetokounmpo: entrambi hanno selezionato i quintetti di fatto rispettando le selezioni delle due conference quindi con Giannis ci saranno Joel Embiid, Pascal Siakam, Trae Young e Kemba Walker mentre con James avremo James Harden, Luka Doncic, Anthony Davis e Kawhi Leonard. In panchina per il primo team ci sono Nikola Jokic, Damian Lillard, Chris Paul, Domantas Sabonis, Ben Simmons, Jayson Tatum e Joel Embiid, mentre per Giannis avremo Bam Adebayo, Jimmy Butler, Rudy Gobert, Brandon Ingram, Kyle Lowry, Khris Middleton e Donovan Mitchell. A leggere i nomi sembrerebbe proprio una sfida impari in favore del Team LeBron e questo ci porta a dirvi di aspettarvi una sua vittoria e, chi lo sa, magari un nuovo premio di MVP per il numero 23 dei Lakers.

Nella Rookie Challenge di venerdì Team USA sembra decisamente più attrezzato mentre per le gare del sabato vi consigliamo di tenere d’occhio Bam Adebayo nello Skills Challenge, Trae Young nella gara del tiro da tre punti e Aaron Gordon nella gara delle schiacciate: che sia l’anno buono per lui? Tra qualche giorno lo scopriremo. In caso contrario, però, non sorprendiamoci troppo: nella NBA tutto è possibile!

 

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