Abbiamo finalmente il quadro completo delle squadre rimaste in corsa per un posto alle Finals. Dopo un weekend di sport meraviglioso, Golden State, Portland e Toronto hanno definitivamente staccato il pass per l’ultimo atto delle rispettive Conference.

La prima squadra a disfarsi dei propri avversari è stata Golden State, che venerdì notte malgrado la pesantissima assenza d Kevin Durant, ha battuto gli Houston Rockets per 118-113. Protagonisti assoluti della serata sono stati gli Splash Brothers autori di 60 punti combinati. Nel primo tempo decisivo è stato Klay Thompson che ha trascinato la squadra in contumacia a Durant e nonostante le difficoltà di Steph Curry che ha chiuso con 0 punti i primi due squarti. Nel secondo tempo, poi, ha presto fuoco il due volte MVP che, con 33 punti complessivi, di cui ben 23 nel quarto quarto, ha definitivamente abbattuto una Houston che, malgrado ben 35 punti di Harden e 27 di Paul, non ha avuto il contributo sperato da Capela (10 punti) e soprattutto Eric Gordon (9 punti) che era stato l’uomo decisivo per i texani nel corso della serie.

Ora i californiani potranno attendere il recupero di Durant e sperare che anche Cousins riesca a recuperare entro la fine della post-season. Per Golden State è la quinta finale di Conference filata: nel corso di questo filotto i Californiani non hanno mai fallito l’accesso alle Finals ma,per la prima volta, ad attenderli dall’altra parte non ci sarà sicuramente LeBron James. Comunque vadano queste Western Conference Finals per gli Warriors, il risultato sarà a suo modo storico.

Gli avversari di Golden State saranno i Portland Trail Blazers che, nella serata di ieri, hanno battuto per 100-96 i Denver Nuggets. Il trascinatore assoluto dell’impresa in trasferta dei Blazers è stato, senza alcun dubbio, CJ McCollum, autore di ben 37 punti e 9 rimbalzi che hanno completamente demolito i Nuggets, propiziando una grande rimonta di Portland che, dopo esser stata sotto di 17 punti, ha dominato il secondo tempo espugnando uno dei campi più difficili della NBA e ritrovando le prime finali di Conference dal lontanissimo 1999/2000. Appena 13 punti e 10 rimbalzi, invece, per Damian Lillard, autore però di alcuni dei canestri più importanti della serata nel quarto quarto. Decisivo a sorpresa Evan Turner con 14 punti, 7 rimbalzi e diverse giocate decisive nel quarto quarto.

In casa Nuggets, invece, l’impressione è che la benzina fosse venuta meno già all’intervallo: i minutaggi pesantissimi riservati da coach Malone al suo quintetto, Jokic in primis, hanno pesato tantissimo. Per il centro serbo ci sono stati comunque 29 punti e 13 rimbalzi anche alla seconda Gara 7 della sua vita, a dimostrazione che la sua noncuranza del peso sportivo di una gara paga dividendi: la stessa noncuranza, però, lo ha portato a commettere un paio di pesantissimi errori che hanno un bel po’ inficiato il finale della serie. Anche Jamal Murray è apparso un po’ lontano dall’essere al meglio, visto il 22% con cui ha tirato dal campo. Denver deve, dunque, fare mea culpa, ma un grande plauso va tributato anche a loro, che hanno giocato le due serie di playoff più divertenti dell’anno.

A raggiungere i Milwaukee Bucks in finale di Conference a Est sono stati, infine, i Toronto Raptors che a seguito di una gara durissima, a bassissimo punteggio, piena di contatti e di errori, hanno battuto per 92-90 i Philadelphia 76ers con un buzzer beater di Kawhi Leonard che ha ballato sul ferro per un tempo che sembrava interminabile, prima di terminare la propria corsa in fondo alla retina costringendo i Sixers a vivere un incubo.

Lo stesso Kawhi ha disputato l’ennesima partita leggendaria dei suoi playoff, segnando 41 punti e catturando 8 rimbalzi in una gara 7 disputata su punteggi così bassi: una prova mostruosa, impreziosita da quel tiro con il quale gli dei del basket hanno voluto mostrare di parteggiare per lui. Grande apporto dalla panchina per Serge Ibaka che con 17 punti è stato il secondo miglior realizzatore di Toronto che, per l’occasione, ha ridotto la propria rotazione ad appena sette uomini totali. Ibaka si è ritrovato a essere decisivo,quindi, visto che la sfida tra i quintetti base è stata stravinta dai Sixers che hanno mandato tutto il quintetto in doppia cifra, guidati dai 21+11 di Embiid: pensate che tutti i componenti dello starting five di Philadelphia sono stati impiegati con un minutaggio superiore ai 40 minuti.

Ora i canadesi hanno la possibilità di riscrivere la loro storia arrivando in finale NBA. Tanto per Toronto quanto per Milwaukee queste Eastern Conference Finals rappresentano un’opportunità leggendaria: l’ultima volta che né  una squadra di LeBron James né i Boston Celtics hanno raggiunto le finali NBA per la Western Conference risale addirittura al 2006. Dopo 13 anni, dunque, l’opportunità di raggiungere le Finals può essere appannaggio di nuovi conquistatori dell’Est.

Ci siamo quasi: la road to the Finals comincia ufficialmente oggi!

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