La Champions League della squadra di Carlo Ancelotti sembra essersi messa in discesa dopo la vittoria casalinga con i campioni d’Europa del Liverpool, un 2-0 in una partita ad altissima intensità emotiva e fisica. E anche in Serie A, nonostante la beffa con la Juventus e il passo falso con il Cagliari (ma dominando) le cose sembrano essersi messe bene. Certo è che contro il Brescia di Balotelli il Napoli ha sofferto e non poco, pur con il 4-4-2 a cui sta aggrappato con forza, sfruttando le tante alternative sulle fasce e in attacco. La formula Champions prevederebbe Mertens e Lozano di punta, con Callejon e Insigne esterni, insomma tutti piccoli ma ben sapendo di avere a disposizione Milik e Llorente per sbloccare partite chiuse. Tutta da registrare l’intesa in mezzo alla difesa fra due big come Koulibaly e Manolas (Maksimovic, infortunato, sarà sicuramente assente), ma sono discorsi da campionato perché sulla carta il Napoli non può avere paura dei belgi allenati da Felice Mazzu, figlio di italiani, che nella prima partita del girone è stato asfaltato 6-2 dal Salisburgo. Schierato con il 4-2-3-1, il Genk ha ben pochi giocatori degni della Champions League: fra questi il ventunenne centrocampista norvegese Berge, il laterale destro danese Maehle e la prima punta tanzaniana Samatta.  Squadra organizzata ma abbastanza leggera, il Genk dovrebbe essere una garanzia di Over in una partita in cui comunque il Napoli è chiaro favorito.

 

Indiscreto - Dries Mertens è il capocannoniere stagionale del Napoli, con 5 gol in 7 partite, ma soprattutto è a 114 gol in circa sei anni con questa maglia, a un solo gol dai 115 di Diego Maradona, anche lui in poco più di 6 anni ma quando si giocava senz’altro meno.

 

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