Citati con automatismo, ripetuti mnemonicamente al pari di formule pre impostate, svuotati spesso dal proprio ultracentenario valore, nomi e soprannomi delle società calcistiche inglesi racchiudono in sè curiosità e frammenti unici della storia dei club, in grado di offrire scorci di football da una prospettiva    spesso dimenticata.

EVERTON: THE TOFFEES

Nei pressi di Goodison Park sorgeva il “Mother Noblett's Toffee Shop", negozio di dolciumi, frequentato, anche e soprattutto nel matchday dai tifosi Blues, i quali involontariamente legarono il proprio  nome a quello della nota caramella mou, associazione che venne poi consolidata nei decenni successivi, attraverso la presenza nel pre partita, di una bambina, denominata “Toffee Lady”, il cui compito era, ed è tuttora quello di distribuire caramelle agli spettatori.

CHELSEA: THE PENSIONERS

Prima dell’ormai ben più conosciuto, e non troppo fantasioso The Blues, i londinesi erano universalmente noti come “The Pensioners” in onore dei veterani di guerra risiedenti al Chelsea Royal Hospital, situato nei pressi di Stamford Bridge.

Fino al 1953 inoltre, al posto dell’attuale leone in posa araldica, nello stemma sociale spiccava la sagoma di un ex membro della British Army.

SHEFFIELD WEDNESDAY

Fra i club professionistici più antichi al mondo, nonchè unica squadra inglese ad avere un giorno della settimana nel proprio nome, lo Sheffield Wednesday deve tale particolarità al giorno inusuale  in cui giocava originariamente le proprie partite, scelta obbligata dalla massiccia presenza di macellai nelle sue fila, la cui unica mezza giornata di risposo, e quindi dedicabile al football era il mercoledì pomeriggio.

SUNDERLAND: THE BLACK CATS

Un soprannome atipico quello dei biancorossi, le cui origini risalgono al 1805, quando durante le guerre napoleoniche, sulle rive del fiume Wear, un artigiano di supporto alle truppe di stanza in zona, vide, in una notte di luna piena un gatto nero, scambiandolo (complice qualche bicchiere di troppo) per la reincarnazione del diavolo.

Non fu però l’unico “incontro” fra il mondo felino e il Sunderland quello occorso durante il conflitto, nel 1937 infatti Billy Morris, portó a Wembley un gatto nero, nel giorno della finale di FA Cup, poi vinta 3-1 dai Mackems ai danni del Preston North End.

Risale infine agli anni ‘60 l’adozione di un gatto, ovviamente nero, che si aggirava nei dintorni di Roker Park, da parte degli addetti alla manutenzione dell’impianto, e dai membri della società stessa, adozione che ha sancito in eterno il legame fra Sunderland e Black Cats.

ARSENAL: THE GUNNERS

Dal 1886 sempre presente nel simbolo dell’Arsenal: the gun, il cannone, definisce  e ricorda le origini del club, fondato nel sud di Londra, per mano di alcuni membri del Royal Arsenal, un deposito d’armi, fornitore dell’esercito britannico.

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