“Uno su mille ce la fa” diceva Morandi, forse per identificare la percentuale di calciatori che riescono ad avere successo, in un mondo dove i giovani faticano a emergere. Se si è stati piccoli calciatori o si ha avuto a che fare con il mondo calcistico giovanile si comprendono quali dinamiche ci siano dietro un calciatore di talento. Dalla squadra di provincia si passa a quella regionale prima di una chiamata dalle società professionistiche. E qui? Per riuscire a emergere serve mantenere altissimo lo standard di rendimento oppure, come in un qualsiasi altro mestiere, avere un po’ di fortuna, come accade talvolta nei pronostici calcio.

Ma la fortuna non sempre ti assiste, anche quando magari hai una bella storia alle spalle da poter raccontare. Rodney Strasser lasciò l’Africa e la Sierra Leone per inseguire il sogno di diventare un calciatore famoso e riuscì comunque ad avverarlo ma non bastò. Al giorno d’oggi il nome di Rodney Strasser fa parte di un lungo elenco di giocatori che hanno lasciato una traccia sui campi di Serie A ma poco indelebile da rimanere impressa nella mente degli appassionati. Ripercorriamo quindi la parabola calcistica del centrocampista africano, passato dall’undici rossonero a quello giallorosso del Cattolica in Serie D.

Gli esordi giovanili e il debutto in prima squadra

Il suo talento grezzo viene coltivato in Sierra Leone, nella capitale-baraccopoli Freetown. Giocando in strada con palloni di fortuna il giovane Strasser entra in una delle tante Academy promosse da organizzazioni legate a ex-calciatori africani. Nel suo caso il mecenate-garante è un personaggio che a Milano ha lasciato dolci ricordi sulla sponda nerazzurra, ossia Mohamed Kallon.

L’ex-attaccante, vera e propria icona della sua nazione, porta la sua squadra in tour in Italia ed è qui che il Milan comincia a mostrare un certo interesse. Strasser integra infatti le due qualità tipiche di un centrocampista: la forza fisica e la tecnica, aspetti che saranno determinanti per il suo approdo in rossonero sulle orme di Gennaro Gattuso. L’inserimento nella squadra Berretti si rivela un clamoroso successo, al punto da fargli fare il salto di qualità già il primo anno in Primavera.

Ma il 18enne Strasser brucia ulteriormente le tappe e debutta in Serie A (e nel tempio di San Siro) sempre nella stagione 2008/2009, precisamente il 21 dicembre. Otto minuti di gloria per condurre in porto il trionfale successo del Milan sull’Udinese (5-1) con allegata ammonizione. La stagione si concluderà con la vittoria della squadra Berretti, con il mediano grande protagonista

Il debutto in nazionale e il passaggio saltato al Genoa

Nonostante l’addio di Ancelotti e l’arrivo di Leonardo la stima nei suoi confronti non muta al punto che, ormai stabilmente aggregato in Primavera (con cui vincerà la Coppa Italia), viene spesso convocato per le gare della Prima Squadra. La pazienza avuta in una stagione ancora tra i “piccoli” viene ripagata in un’estate indimenticabile, cominciata con la convocazione in Nazionale nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa contro l’Egitto: è il 5 settembre.

Saranno nove in totale i gettoni collezionati con la casacca biancoverdeblu, l’ultima nell’ottobre 2012. Nel frattempo il giocatore diventa parte della trattativa di mercato che condurrà Papastatopoulos al Milan dal Genoa. Ma il neo-tecnico Massimiliano Allegri non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione e decide di valorizzare personalmente il mediano, ormai ufficialmente membro della rosa del Milan. Altro giro e altro debutto, questa volta in Champions League, nella vittoria ad Auxerre per 0-2, sempre con l’annesso giallo per perdita di tempo. L’escalation di emozioni positive culmina nel gennaio 2011 con la prima rete in Serie A in trasferta a Cagliari, decisiva per la vittoria finale. Complice l’infortunio di Boateng il ragazzo rimane dunque al Milan fino a fine stagione, conclusasi amaramente con lo scudetto finito ai rivali della Juventus. In compenso Rodney conserva tantissimi frammenti di quell’annata che ora ricorda e custodisce con un velo di nostalgia.

La parabola discendente e l'arrivo in Serie D

Consapevole di aver commesso una leggerezza, la dirigenza rossonera riscatta immediatamente il giocatore dal Genoa e lo manda in prestito al Lecce, vista l’abbondanza di centrocampisti in rosa. Le premesse per fare bene ci sono tutte e Rodney Strasser trova anche il primo gol con la maglia dei salentini nella trasferta di Novara. Successivamente l’infortunio al malleolo lo allontana dai campi per diversi mesi, anche se la rinascita parziale arriverà due stagioni successive a Reggio Calabria. Arrivato in prestito dal Genoa, non riesce però a riprendersi e la sensazione è che in Italia la sua carriera agonistica stia improvvisamente precipitando.

Croazia, Portogallo, ritorno in Italia e poi una stagione in Finlandia. La più classica delle parabole da meteora di un calcio che non ti aspetta e non ti dà nemmeno la possibilità di riscattarti. Poche settimane fa l’approdo in Serie D con la maglia del Cattolica con cui, come lui stesso afferma, vuole riprendersi la Nazionale, tornata a disputare la prossima Coppa d’Africa dopo 25 anni. La voglia di lottare su ogni campo, anche se davanti a pochi fedelissimi, non lo abbandonerà così come il sorriso di chi un giorno ha realizzato un sogno e non ha mai smesso di vivere quei momenti felici.

Clicca qui per maggiori informazioni su tutte le scommesse calcio*.

*Si prega di essere consapevoli del fatto che questo link vi rimanderà al sito scommesse