Dopo il derby d’andata perso, quasi a sorpresa, per 2-1, l’Inter si è parzialmente riscattata in Coppa Italia con lo stesso risultato. Ora, però, i neroazzurri sono attesi da una sfida con un significato ancora più importante, ossia quello del possibile sorpasso in campionato che cambierebbe lo sguardo anche sulle scommesse Serie A*.

Per preparare al meglio quella che possiamo definire una sfida Scudetto anticipata, abbiamo sentito Fabrizio Biasin ai nostri microfoni, il quale ci ha parlato delle attese dei tifosi interisti e le sensazioni intorno all’ambiente nerazzurro. Se invece vuoi avere una panoramica approfondita sul match sappi che abbiamo anche preparato l’intervista doppia a Suma e Biasin, per un antipasto di questo derby!

Cosa rende speciale il derby di Milano? Come si vive la rivalità in città?

“Il Derby di Milano è speciale perché le tifoserie lo vivono nella maniera più giusta. Sanno che quella è LA partita, ma non la trasformano in una battaglia. È tutto molto spontaneo e divertente. È bello prendersi in giro prima, è bello andare allo stadio - quando si può - insieme, è bello prendersi in giro dopo. Sempre nell’ambito della normalità.”

Spesso i tifosi delle due squadre battagliano sulla quantità di Coppe in bacheca. In questo senso è meglio vincere 7 Champions League o regalarsi un unicum come il Triplete?

“Vincere la Champions è decisamente la cosa più bella del mondo, figuriamoci vincerne 7. Ma, fare il triplete è raggiungere l’assoluto. Solo chi ha fatto il triplete sa cosa significa vivere quel mese lì. È come raggiungere l’estasi.”

Secondo te, qual è la squadra favorita per la vittoria dello Scudetto?

“Ovviamente il Milan, in seconda battuta la Juventus. Poi direi Napoli, Roma, Atlanta, Lazio, darei uno spazietto anche al Sassuolo di De Zerbi. Credo di non aver dimenticato nessuno… “

Bergomi ha definito l'Inter come la quarta rosa della Serie A, sottolineando invece la grande forza del Milan. Sei d’accordo con lui?

“Condivido con lo Zio la grande capacità del Milan di incidere sulle partite. Il Milan sta sorprendendo. Non sono d’accordo con Bergomi sul fatto che l’Inter abbia la quarta rosa della Serie A. Per me l’Inter, al di là dei problemi attuali, è stata costruita molto bene. È alla pari, se non sotto di poco, rispetto a quella della Juventus. Ma la compensazione avviene in panchina: da una parte c’è un allenatore esordiente, dall’altra c’è Antonio Conte, uno dei tecnici più bravi al mondo.”

Pregi e difetti di Inter e Milan?

“Il più grande pregio dell’Inter di Conte è il suo essere Contiana. L’Inter vive in una sorta di regime militare, dove tutti devono dare tutto dal primo al novantesimo. Anche perché – e qui veniamo ai difetti – se l’Inter non riesce ad essere Contiana nei 90 minuti finisce per mostrare a tutti quanti quali sono i suoi limiti. Non esiste il famoso piano B che tante volte è stato citato. L’Inter deve giocare con lo spirito di Conte dal primo all’ultimo secondo, altrimenti non riesce a trovare un’alternativa e questo è chiaramente un problema.”

“Il Milan, invece, è felice. Il Milan rispecchia al 100% lo spirito del suo tecnico che è arrivato in maniera molto umile, è entrato in punta di piedi, e ha fatto vedere che con il lavoro e l’applicazione si possono fare grandi cose. E lo vediamo tutte le volte che scende in campo. Il difetto è legato probabilmente dall’età media perché – Ibra a parte – sono tutti giocatori molto giovani. Questa cosa finora non è venuta fuori, ma nel corso del girone di ritorno, quando le partite diventeranno veramente decisive, il pericolo per il Milan è che certe tensioni si facciano sentire.”

Perché l’Inter non è riuscita a far bene in Europa?

“È mancata nei match chiave dal punto di vista della qualità e anche del carattere. Perché, va detto, il suo allenatore non è stato versatile come si chiede ad un allenatore soprattutto in Champions League. Certe partite andavano vinte nel corso dei 90 minuti, magari stravolgendo il piano tattico. Questa cosa l’Inter non è riuscita a farla e ha pagato con l’eliminazione - devo dire brutta - dall’Europa che conta, ma anche dall’Europa di ‘Serie B’. Quindi è stato sicuramente un piccolo fallimento.”

Un giocatore che ruberesti alla squadra avversaria?

“In questo specifico momento, dovendo rubare un giocatore alla squadra avversaria per metterlo nella mia, sceglierei senza dubbio Gigio Donnarumma perché, forse, in questo momento è il portiere più forte del mondo e perché dall’altra parte, ahimé, Samir Handanovic sta manifestando qualche limite di troppo. Non è l’Handanovic di tutte le passate stagioni, è un Handanovic troppo timido, sbadato, preoccupante. Speriamo che Handanovic venga fuori per il tipo di portiere che è, però – se dovessi sceglierne uno dal Milan – prenderei Gigio.”

Ibrahimovic o Lukaku: due attaccanti diversi, due età diverse. Dopo quello che è successo nell’ultimo derby la sfida sarà ancora più infuocata. Chi è più forte secondo te?

“Ragazzi, Ibrahimovic è Ibrahimovic. Ha un CV che parla da solo ed entra nella storia del calcio come uno di quegli attaccanti che ha fatto la storia. Sicuramente, se guardiamo tutto a più ampio raggio, non c’è paragone. Però, in questo momento, in questa stagione, nelle ultime due stagioni, Lukaku ha fatto vedere di essere al suo livello e in tanti casi anche superiore perché – come Ibrahimovic riesce a far giocare bene i compagni – forse Lukaku riesce ancora di più a far rendere tutti i suoi compagni di squadra che si appoggiano sempre su di lui. Ecco, mentre Ibrahimovic non è indispensabile per il Milan - e lo abbiamo visto con il Milan che ce l’ha fatta anche senza di lui – Lukaku in questo momento è indispensabile per l’Inter.”

Qual è il derby a cui sei più legato o che ricordi in maniera particolare?

“Qui mi tocca citare: ‘Voglio morire in questo istante. Voglio morire adesso. Senza pietà. Uscita a vuoto di Donnarumma, goal di Icardi. Una roba pazzesca. Questo goal ci perseguiterà per tutta la stagione. Questi cavano gol dal nulla, danno una pesciata al pallone, poi noi svolazziamo per niente.’ 21 ottobre 2018. Inter-Milan 1-0, gol di Icardi al minuto 92. Una sinfonia.”

Milan – Inter: il pronostico di Biasin

In chiusura, Biasin ha quindi sciolto le sue riserve su chi sarà l’elemento decisivo in vista del prossimo derby:

“Mi piacerebbe dire 6-0 con gol di Daniel Maldini, Colombo e tutti quanti… ma mi faccio serio e non mi nascondo: dico che questo derby lo vince l’Inter perché all’andata è andata come è andata, ma 2 derby di fila persi in campionato non li vogliamo e non ce li ricordiamo da tanto tempo. Chi la deciderà? L’uomo che ha deciso il derby di Coppa Italia: Christian Eriksen.”

Nel caso in cui la previsione di Biasin su Eriksen marcatore in Milan - Inter fosse azzeccata, la quota speciale di Betway è di 5,50!

*Si prega di essere consapevoli del fatto che questo link vi rimanderà al sito scommesse