La gara è iniziata da un po’ e l’impressione è che alcune squadre siano già col fiatone. Una corsa Champions strana quella di quest’anno, tanto ambita quanto sofferta con molte squadre, cinque per la precisione, che alternano accelerate impetuose a brusche frenate.

Tre, forse cinque, per una sono addirittura sei i punti che marcano il confine tra chi l’anno prossimo giocherà tra le grandi del continente e chi invece dovrà stare a guardare da casa. In mezzo, il limbo dal sapore agrodolce dell’Europa League. Milan, Roma, Atalanta, Torino e Lazio, i nomi nell’ordine di chi ancora ci spera.

Davanti a tutti dunque i rossoneri che fanno da capofila, con la tenacia tipica del proprio allenatore nonostante l’ultimo periodo non gli abbia sorriso particolarmente: solo quattro i punti raccolti nelle ultime cinque partite disputate; ma gli ultimi tre, conquistati in casa contro la Lazio, son preziosi come il pane. Biancocelesti che così si ritrovano a fare da fanalino di coda, fuori al momento da tutto, considerate le lunghezze, sei e quattro, che la separano rispettivamente dal quarto e dal sesto posto.

Rimane vivo invece il sogno per il Torino, un percorso audace quello dei granata che si ritrovano a partecipare ad una corsa a cui forse nemmeno immaginavano di poter prendere parte.

La classifica illustra poi uno scenario simile per l’Atalanta, ma per la squadra di Gasperini non si può più parlare di sogno, dopo le recenti stagioni ed un progressivo miglioramento in termini di risultati e prestazioni. Una speranza urlata a denti stretti da tutto il popolo bergamasco, con la paura che qualcuno possa sentire e portarla via, una paura che sembra riflettersi anche negli ultimi incontri, visti i due pareggi nelle ultime due.
Resta infine la Roma che sorniona, pacata e a testa bassa, in pieno stile Ranieri sembra aver trovato finalmente la quadra giusta a colpi di 1-0, per riprendersi ciò che è stato suo nelle ultime due stagioni.

Ci si aspetta quindi un rush finale elettrizzante; un epilogo che dona una forte dose di brio ad un campionato di Serie A* che sin dall’inizio, da quelle parti della classifica, non ha avuto molto da raccontare.

 

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