“Repetute iuvant” (le cose ripetute aiutano) dicono, forse per consuetudine, forse perché spesso questa espressione combacia con la realtà. Sì, perché non esiste arma migliore del lavoro, del desiderio, a tratti ossessivo, di dimostrare al mondo e a sé stessi il proprio valore. Di esternare agli occhi di chi ci osserva, quell’incommensurabile determinazione che ci tiene ancorati per terra, ma che allo stesso tempo ci spinge a sognare. Patrik Schick lo sa bene, la sua storia, lo conferma.

Cresce nel settore giovanile dello Sparta Praga, mettendo in mostra sin da subito tutto il suo potenziale, per poi calamitare, nel giro di poche settimane dall’esordio in prima squadra, l’interesse di diversi club. Per molti è già una promessa, un attaccante elegante e dalla grande stazza fisica, per il Bohemians 1905 (piccolo club ceco),  un’occasione per avere in prestito uno tra i giovani talenti più promettenti del Paese.

È proprio con la maglia dei Klokani (i Canguri) infatti, che il giovane centravanti si fa conoscere tra i grandi, segnando (8 reti in 27 partite), ma soprattutto incantando tutti con la sua classe. Incanta così tanto che non sfugge agli osservatori della Sampdoria: l’ingresso nel calcio che conta, è solo questione di tempo.

L’esperienza italiana

L’approdo in Serie A, si sa, non è mai una passeggiata, soprattutto per un attaccante straniero alle prime armi. Sulla panchina blucerchiata però, il neo allenatore Marco Giampaolo, riesce da subito a creare un’incredibile alchimia con Patrik. I risultati non tardano ad arrivare, e l’attaccante ceco non lesina grandi giocate e attimi di pura classe. Dopo solo un’annata nel campionato italiano infatti, saranno 11 le reti, una più bella dell’altra. Più di un top club si presenta a fine stagione alla porta di Ferrero (presidente della Sampdoria dal 2014), per accalappiarsi il giovane talento di Praga. Inizialmente sembra fatta con la Juventus, poi qualcosa va storto e a spuntarla, alla fine, è la Roma.

Nella capitale Schick incontra però subito grandi difficoltà, complice una serie di infortuni che lo costringono a rimanere lontano dai campi. È l’inizio di un calvario, di due annate in giallorosso tra alti e bassi, e soprattutto pochi gol. I numeri parlano chiaro: sono solo 8 le reti accumulate in due stagioni con la maglia della Roma.

Troppo poco per il suo talento, troppo per un attaccante acquistato per 42 milioni di euro. Una cifra che, viste le prestazioni non eccelse, in molti gli recrimineranno.

Avevo vent’anni quando sono arrivato in Italia. Il primo anno alla Sampdoria è stato molto buono, dopo sono passato alla Roma, uno dei club più importanti d’Italia. C’erano grandi aspettative nei miei confronti e io ero solo un ragazzo, forse non ero pronto per quel passaggio. Sono cose che succedono nel calcio, non so cosa fosse sbagliato. Forse non ero così pronto

Patrik Schick in conferenza a Euro 2020

 

La rinascita

Per tentare di riacquistare fiducia e spazio, occorre voltare pagina. Patrik è sicuro: la Bundesliga è il campionato giusto per ricominciare. Il Lipsia di Nagelsmann crede in lui e, nel giro di alcune settimane, si rivede a sprazzi il giocatore che aveva incantato con la maglia della Sampdoria. Tornano finalmente le reti, ma soprattutto la fiducia dell’ambiente, sensazione che forse non aveva mai provato fino in fondo a Trigoria.

Nei mesi Schick continua a sfornare grandi prestazioni, tanto da esser acquistato per 26,5 milioni l’annata seguente dal Bayer Leverkusen. Qui, la rinascita, prende forma a tutti gli effetti.

In questa stagione targata Leverkusen infatti, l’attaccante ceco mette in mostra tutto il suo bagaglio calcistico, pur segnando poco (9 i centri in 29 presenze, 13 tra tutte le competizioni). Arriva pronto, quindi, per una delle tappe più importanti della sua giovane carriera: Euro 2020.

Nazionale

Dopo la mancata convocazione per gli Europei del 2016, la volontà di Schick è chiara: fare bene ad Euro 2020, essere protagonista. Desiderio, a oggi, più che esaudito.

Nelle prime due partite con la Repubblica Ceca l’attaccante numero 10 infatti, ha mostrato ancora una volta tutto il suo potenziale, prima, con una splendida doppietta contro la Scozia, poi, con il rigore procurato e messo a segno contro la Croazia.

Considerando il secondo gol contro i britannici (di pallonetto da centrocampo), si può dire che sicuramente non ha deluso le aspettative. A 25 anni Patrik Schick sembra finalmente maturato, soprattutto sotto l’aspetto mentale.

Ora, c’è un passaggio del turno da conquistare per la Repubblica Ceca nell’ultimo match contro l’Inghilterra (con 4 punti i cechi dividono momentaneamente il primo posto del girone proprio con i britannici).

Ma, con uno Schick così, tutto diventa possibile.

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