L’unica categoria di premi NBA che permette di esprimere una reale valutazione basata su quanto avvenuto nel corso dell’estate è quella di Executive of the Year. Com’è ben noto, infatti, in estate vengono poste le basi per lo sviluppo di una franchigia nel corso della regular season: la free agency estiva è, di fatto, il vero campo di battaglia dei dirigenti NBA, il momento in cui è possibile mettere una seria ipoteca sul premio o, almeno, avanzare serie candidature in vista delle premiazioni che si terranno nel giugno successivo.

Mai come quest’anno è stato possibile isolare tre dirigenze che, meglio di tutti gli altri, hanno consolidato la propria candidatura con un’estate aggressiva e, per certi versi, stellare.

Il primo nome da cui partire è, certamente, quello del duo dei Los Angeles Clippers: Lawrence Frank e Jerry West. Il primo, Lawrence Frank, è il President of Basketball Operations della squadra angelena e, di fatto, potrebbe essere la persona deputata a ritirare il premio ma il secondo, Jerry West, nelle vesti di consulente si è dimostrato essere la vera mente alle spalle dell’intera ricostruzione targata Clippers. Una ricostruzione partita con le cessioni di Chris Paul, Blake Griffin e DeAndre Jordan e sbocciata in questa estate con i due colpi sensazionali chiamati Kawhi Leonard e Paul George, due delle più grandi stelle mai sbarcate sulla sponda rossoblu di Los Angeles.

Già le semplici firme di questi due All Star potrebbero sembrare sufficienti a costruire una seria ipoteca sul premio ma non è finita qui: i Clippers hanno anche confermato a cifre tutt’altro che disprezzabili ottimi giocatori di ruolo come JaMychal Green, Patrick Beverley, Ivica Zubac e Rodney McGruder, dispongono di un sophomore che non può che crescere come Landry Shamet e, come se non bastasse, si sono messi per la prima volta nella loro storia nelle condizioni di competere come contendenti numero 1 (o comunque in top 3) al titolo NBA. Non male davvero per la storica seconda squadra della Città degli Angeli.

Diretto contendente del duo composto da Frank e West è il General Manager dei Brooklyn Nets, Sean Marks che ha letteralmente rivoltato come un calzino i Brooklyn Nets che, in una sola estate, sono stati capaci di firmare Kevin Durant e Kyrie Irving. Solo una stagione fa Brooklyn era fuori dai playoff ed era reduce da tantissime stagioni disastrose. Grazie al lavoro operato in coabitazione con coach Kenny Atkinson, Marks è riuscito a cambiare la percezione generale della seconda squadra di New York scippando ai cugini dei Knicks ben due obiettivi di mercato su due. Una doppia vittoria che, però, probabilmente comincerà a materializzarsi davvero solo nel 2020-21, quando Kevin Durant potrà tornare in campo con la sua nuova maglia numero 7. Marks, comunque, come i suoi diretti avversari, non si è limitato a prendere due stelle, ma le ha circondate di giocatori molto forti: in questo senso la pesca di DeAndre Jordan come centro titolare della squadra, la conferma di Spencer Dinwiddie (avvenuta già sul finire della scorsa stagione) e l’arrivo di buoni role player come Taurean Prince, Garrett Temple e Wilson Chandler può di certo aiutare nella creazione di un ambiente vincente. Insomma, di certo anche Marks ha fatto tutto il possibile per ottenere il prestigiosissimo premio di fine anno.

Chiudiamo il terzetto con un altro nome grande protagonista dell’estate: Elton Brand, General Manager dei Philadelphia 76ers, autore sin dalla sua firma di scelte molto coraggiose ed estreme come la trade per Jimmy Butler e quella per Tobias Harris lo scorso anno. In questa estate Brand si è ripetuto con ben due rinnovi pesantissimi: il primo è stato proprio quello di Harris con un quinquennale da 190 milioni mentre il secondo è stato quello di Ben Simmons con un quinquennale da 170 milioni. Ma non è finita qui: Brand è riuscito a ovviare all’addio di Jimmy Butler acquisendo Josh Richardson via sign and trade (proprio con Butler come contropartita) e riuscendo a portare a Philadelphia Al Horford che, fino allo scorso anno, era uno dei giocatori simbolo dei rivali di Phillie, i Boston Celtics. Inoltre, poi, ha effettuato rinnovi a buon prezzo (come quelli di James Ennis e Mike Scott) e ha pescato buoni giocatori di complemento come Kyle O’ Quinn e Raul Neto. Se Philadelphia dovesse confermarsi una potenza dell’Est, Brand sarà assolutamente in corsa per il premio di Executive of the Year.

Ci stupiremmo davvero molto se, tra 10 mesi, il vincitore non dovesse rientrare in questa short list: per conoscere il risultato non ci resta che aspettare e goderci la regular season perché, si sa, poi il campo può sovvertire ogni pronostico!

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