È finalmente tempo di NBA Christmas Day 2021. Cinque partite in programma per tutta la giornata da trascorrere incollati davanti la TV a seguire le sfide che segnano la fine della prima parte di regular season: Phoenix Suns-Golden State Warriors è il piatto forte di una giornata in cui scenderanno in campo le migliori squadre della lega che, al netto delle tante assenze, sono pronte a regalare spettacolo.

Andiamo a vedere cosa ci riservano i pronostici NBA di giornata.

 

New York Knicks-Atlanta Hawks - sabato 25 dicembre, ore 18.00

La sfida che apre la classica giornata di Natale all’insegna del basket NBA è quella del Madison Square Garden, con i padroni di casa a caccia di certezze dopo l’avventura playoff (inattesa) dell’anno passato e una regular season in altalena in cui a deludere sono stati soprattutto i nuovi acquisti - ogni riferimento a Kemba Walker non è puramente casuale. Dall’altra parte gli Hawks non sono da meno in quanto a fase interlocutoria della stagione, anche loro costretti come i Knicks a rinunciare a un bel po’ di giocatori finiti in quarantena (tra i quali anche il “nostro” Danilo Gallinari), ma pronti a dare battaglia sul parquet perché consapevoli di non poter più perdere tempo nell’inseguimento a un posto playoff a Est.

 

Milwaukee Bucks-Boston Celtics - sabato 25 dicembre, ore 20.30

La partita in prima serata invece vede scendere in campo i campioni NBA in carica, anche loro privi di tanti big che sperano di recuperare qualche volto noto in vista di una gara che può permettere ai Bucks di “misurare” la loro condizione: quando Milwaukee è stata al completo ha già dimostrato di essere una delle squadre da battere. Discorso diverso invece per Boston, uscita claudicante da un mercato che ha rivoluzionato lo staff tecnico e caricato tutto il peso del gruppo sulle spalle di un fenomeno come Jayson Tatum: lui sta rispondendo da leader nelle ultime settimane, ma una sua grande prestazione in solitaria potrebbe non bastare ai Celtics per vincere in Wisconsin.

 

Phoenix Suns-Golden State Warriors - sabato 25 dicembre, ore 23.00

Di gran lunga la partita più spettacolare del Christmas NBA, testa a testa tra le due migliori squadre di questi primi due mesi di regular season - primatiste a Ovest in un’avvincente corsa in vetta costellata da tante vittorie e qualche rara sconfitta. Da una parte l’attrazione principale è neanche a dirlo Stephen Curry - candidato al titolo di MVP e nel pieno di una seconda giovinezza che lo ha reso di nuovo il giocatore più complicato da marcare della lega. Phoenix però, finalista lo scorso anno, è la franchigia più continua a livello di risultati, abile a sfruttare un consolidato impianto di squadra che gravita attorno alle invenzioni di un Chris Paul che veste i panni del maestro d’orchestra. Che bella partita che ci aspetta.

 

Los Angeles Lakers-Brooklyn Nets - domenica 26 dicembre, ore 2.00

LeBron James c’è e questa è la cosa più importante per gli appassionati e per la NBA in generale, tutto il resto invece è in forse - a partire da Kevin Durant e buona parte del roster di Brooklyn finita in quarantena e a forte rischio. La sfida tra Lakers e Nets resta però uno dei piatti forti di una giornata a cui tutto il mondo presta attenzione, per due squadre che per ragioni diverse hanno bisogno di riscattarsi e rilanciare una stagione finora al di sotto della aspettative.

 

Utah Jazz-Dallas Mavericks - domenica 26 dicembre, ore 4.30

Doncic o non Doncic, questo è il problema? Il rendimento (e non solo quello) dei Mavericks cambia drasticamente in base alla presenza o meno sul parquet dell’All-Star sloveno, con Dallas che quest’anno sta faticando un bel po’ a dare continuità ai risultati raccolti. I texani hanno bisogno di vittorie, ma dall’altra parte i Jazz sono ormai rodati da diversi anni e a livello di regular season sembrano avere davvero pochi rivali: Gobert, Mitchell, Bogdanovic e non solo loro hanno trovato il giusto equilibrio per conservare energie e risultare letali sia dal perimetro che nei pressi del ferro. A Utah però pare ancora una volta mancare quel guizzo e quello spunto in più quando si tratta di fare la differenza ai playoff: un bel problema, che non andrà però affrontato nel giorno di Natale. In fondo, siamo tutti più buoni.

 

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