Dopo due giornate cariche di gol ed emozioni, la Premier League comincia a entrare nel vivo delineando le prime indicazioni sull’andamento della stagione. La terza giornata si apre con una sfida dall’esito tutto fuorché scontato, con il sorprendente Brighton di Graham Potter che ospita un Manchester United apparso affaticato e poco brillante contro il Crystal Palace all’esordio. Le Eagles sono invece chiamate a confermare l’ottima partenza nella delicata sfida contro l’Everton, alla quale entrambe arrivano a punteggio pieno. Alle 18.30 il WBA affronta il Chelsea tentando di lasciarsi alle spalle le due brusche sconfitte nelle prime due giornate mentre in serata il Burnley di Sean Dyche ospita il Southampton in una gara che per una delle due vorrà dire lasciare il fondo della classifica, dal momento che entrambe sono ancora a zero punti.

Domenica tocca al Leeds del Loco Bielsa, ospite di uno Sheffield ancora alla ricerca dei primi punti in campionato. A seguire, il Tottenham – che dovrà ancora fare a meno di Bale – incontra il Newcastle, ferito dal pesante 0-3 inflittogli dal Brighton, e il Manchester City attende all’Etihad un Leicester partito con il piede giusto in Premier League (2 vittorie sue 2). Il match delle 20.00 vede difronte West Ham (ancora a zero punti) e Wolverhampton, che proverà subito di rialzare la testa dopo la sconfitta contro il City. L’ormai consueto ‘doppio’ Monday Night propone due potenziali scontri diretti nel corso della stagione: il Fulham cerca il riscatto contro l’Aston Villa in una delicata sfida tra squadre che si giocano la salvezza, mentre alle 21.00 l’affascinante big match tra Liverpool e Arsenal chiude la terza giornata.

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Brighton & Hove Albion – Manchester United

La sconfitta con il Chelsea – arrivata comunque dopo un’ottima prova – è stata subito cancellata dal 3-0 contro il Newcastle che ha dato spinta e morale alla squadra. In casa i Seagulls hanno vinto tre degli ultimi quattro incontri contro il Manchester United, con cui però hanno perso 3-0 nella precedente sfida all’AMEX Stadium. Attenzione a Maupay, protagonista nel match contri i Magpies con 2 gol e 1 assist.

Lo United vuole subito lasciarsi alle spalle il brusco esordio contro il Palace, in cui ha mostrato un evidente ritardo nella condizione. Con il Brighton non sarà semplice, ma l’imperativo è vincere per ritrovare punti e morale ed evitare una doppia sconfitta nelle prime due giornate come non succede dalla stagione 1992-1993 (al termine della quale, curiosamente, vinse poi il titolo).

Crystal Palace – Everton

Dopo l’ottimo avvio in Premier, il Palace affronta l’Everton in una sfida tradizionalmente complicata per il club di Selhurst Park. Contro i Toffees, infatti, le Eagles non vincono dal settembre 2014, dopo il quale hanno inanellato una serie di 11 partite senza vittorie (6 pareggi e 5 sconfitte). Occhio a Zaha, che ha già segnato 3 gol in 2 partite, a un passo dal bottino complessivo della stagione passata (4 in 38).

Galvanizzato da un mercato brillante, l’Everton è partito come meglio non avrebbe potuto e contro il Palace cerca la terza vittoria su tre come non succede dalla stagione 1993/1994. Se da una parte c’è Zaha, dall’altra c’è un super Calvert-Lewin, che dopo la tripletta contro il WBA è salito a 4 reti in 2 partite. Dopo Goodison Park, a Selhurst Park l’Everton vanta il maggior numero di clean sheet in Premier League della sua storia (9).

West Bromwich Albion – Chelsea

Due sconfitte all’esordio creano più di qualche grattacapo a Bilic, ora preoccupato che i suoi possano subire un duro colpo al morale in caso di ulteriore sconfitta. Ad aggiungere un po’ di apprensione ci pensa il trend negativo contro i Blues: il WBA ha perso 18 gare di Premier League contro il Chelsea – comprese le ultime 4, senza segnare neanche un gol –, come contro nessun altro avversario.

Archiviata la sconfitta contro il Liverpool, il Chelsea ha travolto il Barnsley 6-0 in coppa di Lega. Con il WBA sarà più complicato, ma le sensazioni rimangono positive: Havertz si è sbloccato con una tripletta e la squadra sembra aver reagito bene allo 0-2 di Stamford Bridge. Concentrazione alta però, perché i Blues hanno ottenuto un solo clean sheet nelle ultime 20 partite in trasferta in Premier League.

Burnley – Southampton

Il mercato finora non ha accontentato particolarmente Dyche e i tifosi, delusi anche per la sconfitta contro il Leicester all’esordio. Il tempo per ritrovare morale c’è e il Burnley ci ha insegnato in questi anni a non darlo mai per spacciato. I Clarets sono imbattuti negli ultimi sette incontri contro i Saints (4V e 3P), con cui non hanno mai perso in casa dalla nascita della Premier League.

L’incipit non è stato dei più promettenti, ma Hasenhüttl ci ha già fatto vedere in passato di essere capace di svoltare in poco tempo una stagione iniziata male. Contro il Burnley i Saints cercheranno di evitare la loro terza sconfitta nelle prime tre di Premier, come non succede dal 2012. Occhi puntati sul solito Danny Ings, che ha segnato il 45% degli ultimi 53 gol del Southampton (24).

Sheffield United – Leeds United

Come WBA, Fulham, West Ham e Southampton, anche lo Sheffield è rimasto fermo a 0 punti dopo le prime due gare. Ma per quello che sarà il primo Yorkshire Derby in quasi vent’anni – l’ultimo fu un Leeds - Bradford nel 2001 – le Blades vogliono cambiare passo. Con il Leeds non sarà una passeggiata, in un match che peraltro ha sempre regalato gol e spettacolo (31 reti negli ultimi 8 match tra Premier e First Division).

I sette gol in due partite (di cui tre al Liverpool) spaventano Wilder, preoccupato dal potenziale offensivo degli uomini di Bielsa. Ma se davanti non ci sono problemi, il Leeds non sembra invalicabile in difesa, considerato che i gol subiti pareggiano le reti segnate. Inoltre, i Whites prendono gol in Premier League da 13 gare consecutive (l’ultimo clean sheet risale al 2003).

Tottenham Hotspur – Newcastle United

Il 5-2 contro il Southampton ha dato morale agli Spurs, partiti decisamente male nel match di esordio. Se da una parte è scattato l’entusiasmo per gli arrivi di Bale e Reguilon, dall’altra c’è un po’ di apprensione per Dele Alli, non convocato nelle ultime due partite. Al di là della sconfitta dell’anno scorso (0-1), in casa il Tottenham è imbattuto in 5 degli ultimi 6 incontri con i Magpies.

Partito bene (2-0), proseguito male (0-3), il Newcastle dovrà cercare di trovare un po’ di equilibrio a partire dal delicato match contro gli Spurs. Nonostante il dato di cui sopra, il Newcastle ha battuto in trasferta il Tottenham 10 volte, come contro nessuna altra squadra. I Magpies, comunque, non vincono le prime due gare lontano da St. James’ Park dalla stagione 1995-1996.

Manchester City – Leicester City

La buona prova contro i Wolves permette al City di arrivare al match contro il Leicester con il morale alto e la possibilità di non perdere di vista il Liverpool. Con le Foxes sono usciti sconfitti esattamente per un terzo degli ultimi 18 incontri, vincendone 10 e pareggiandone 2. Attenzione a Gabriel Jesus, che ha segnato quattro volte nelle ultime cinque partite giocate contro il Leicester.

La controparte di Gabriel Jesus è indubbiamente Jamie Vardy, che negli ultimi 8 match contro il City ha messo a referto 5 gol e 6 assist, oltre a essere l’unico giocatore ad aver segnato una tripletta in campionato a una squadra di Guardiola. Le Foxes non vincono le prime tre giornate in qualsiasi categoria del calcio inglese dalla stagione 1922-1923 (all’epoca in seconda divisione).

West Ham United – Wolverhampton Wanderers

Iscritto anch’esso alla lunga lista di squadre a zero punti in classifica, il West Ham cerca subito di rialzare la testa, sulla scia della buona prova contro l’Arsenal, nonostante la sconfitta. Con i Wolves, però, non sarà del tutto facile: gli Hammers hanno perso ognuno degli ultimi quattro incontri di Premier League con il Wolverhampton, segnando appena un gol. L’ultima vittoria risale al 2011 (2-0).

Il passo falso – se così si può definire – con il Manchester City non dovrebbe intaccare più di tanto il morale dei Wolves, convinti di poter immediatamente ritrovare i tre punti. Osservato speciale Raul Jimenez, che ha segnato quattro gol nelle ultime 6 partite di Premier League, segnando in entrambe le gare giocate quest’anno. L’ultima volta che ne ha segnati tre consecutivamente è stato meno di un anno fa, nel novembre 2019.

Fulham – Aston Villa

Scott Parker sa di dover trovare subito morale e risultati a partire da questa sfida che potrebbe rivelarsi cruciale in chiave salvezza. La determinazione mostrata contro il Leeds dopo l’1-4 sarà il punto da cui ripartire per un Fulham che ha vinto complessivamente sei degli ultimi otto incontri contro l’Aston Villa. Un marcatore? Mitrovic, che ha segnato il 39% dei gol del Fulham da quando è arrivato a Londra.

Dopo la vittoria contro lo Sheffield United il morale è alto, ma i dati riguardanti l’Aston Villa non sono del tutto confortanti: i Villans hanno perso ben 43 partite nella storia della Premier League contro squadre neopromosse (solo il West Ham ha fatto peggio) e negli ultimi 10 match a Londra ha raccolto un solo punto dei trenta disponibili (9 sconfitte e 1 pareggio, nel 2015 contro il Tottenham).

Liverpool – Arsenal

A Liverpool i Reds hanno vinto contro l’Arsenal negli ultimi 4 incontri in Premier League – l’ultima volta era successo tra il 1981 e il 1988, quando ne vinse 7 consecutivi – confermando la difficoltà di uscire con i tre punti da Anfield, dove il Liverpool è imbattuto da 60 partite in Premier League. In 24 presenze complessive in Premier contro l’Arsenal, Roberto Firmino (8), Mohamed Salah (5) e Sadio Mané (5) hanno segnato il 67% delle reti dei Reds contro i Gunners dall’agosto 2015.

L’Arsenal cerca il colpaccio contro il Liverpool dove i Reds non perdono dal 2017, provando a vincere la terza partita su tre all’esordio come non succede dalla stagione 2004/2005. Con i tre punti Mikel Arteta diventerebbe l’unico manager dell’Arsenal a vincere la sua prima trasferta a Liverpool in tutte le competizioni dopo Tom Whittaker nel dicembre 1947.

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