In Inglese viene chiamato “Thrifting”, dalla parola “thrift” (parsimonia). Per «thrifting», si intende appunto la tendenza a comprare capi d’abbigliamento di seconda mano in luoghi come i mercatini delle pulci, negozi di capi vintage, charity shop, e naturalmente le piattaforme online. Generalmente, i prodotti usati si vendono a prezzi scontati, rispetto a quelli nuovi di zecca. Ma quali sono le capitali mondiali della moda sostenibile?

Per rispondere a qualunque esigenza, abbiamo perlustrato i quattro angoli della Terra e individuato i luoghi perfetti per «fare thrifting», con un faro puntato sulla crême de la crême del mercato dell’usato in Europa e nel Regno Unito. In aggiunta ti sveleremo qual è il Paese in cui gli utenti trascorrono più tempo a cercare online le maglie da calcio vintage.

Per ottenere un’istantanea delle città con più negozi di vestiti usati, abbiamo creato un sistema a punti sulla base dei dati raccolti, che prende in considerazione: la quantità di negozi vintage, dell’usato e di seconda mano, unita al numero di mercatini delle pulci, car boot, ovvero mercatini allestiti nel portabagagli di un’autovettura, e la densità di popolazione di ciascuna città.

Qual è la capitale mondiale con più negozi di vestiti usati?

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Gli Stati Uniti sono i maggiori promotori del second hand, occupando la più ampia fetta di mercato a livello mondiale. Non a caso, delle capitali mondiali più attente all’ecosostenibilità, nove su dieci si trovano negli USA.

Los Angeles è la capitale ufficiale della moda dei vestiti usati, conquistando il primo posto in classifica con ben 408 punti. La dimora della Walk of Fame offre molti spunti in cui comprare roba usata, con 240 negozi vintage e charity shop sparsi in tutta la città, e 168 tra mercatini e car boot. Ciò significa che, i suoi 3.898.747 abitanti possono sbizzarrirsi nell’ambito della moda del “second hand”. Insomma, una vera Wunderkammer per i numerosi reparti guardaroba di Hollywood.

La seconda città in classifica è New York City, che raggiunge 379 punti. New York è una metropoli con una delle densità di popolazione più elevate del pianeta, 8.804.190 milioni di abitanti. Eppure, la Grande Mela vanta un’ampia raccolta di negozi dell’usato, contando su più di 350 luoghi in cui esperti modaioli possono acquistare pezzi rari.

L’unica città al di fuori degli Stati Uniti è Berlino, che si impone come l’indiscussa capitale della moda dell’usato in Europa. Con un totale di 296 punti, la capitale tedesca è famosa in tutto il mondo per la varietà di sottoculture e scenari della moda alternativi. Pertanto, non c’è da meravigliarsi se esistono circa 300 negozi vintage, charity shop, mercatini e negozi di prodotti di seconda mano.

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Il terzo posto ci riporta sul mercato a stelle e strisce, precisamente in California, dove San Jose ottiene 292 punti. La California sfoggia un’altra città nella Top 10, e questo luogo è San Diego, in ex-aequo con Houston, con 283 punti. Sebbene abbia una densità di popolazione inferiore rispetto a quella di San Diego, San Jose si rivela un posto migliore in cui comprare capi e accessori usati, con 52 mercatini e car boot, battendo i 43 di San Diego.

Il resto della classifica è occupato da tutte città statunitensi, tra cui figurano Philadelphia in quarta posizione, con 291 punti, Houston a pari merito con San Diego, con 283 punti, Chicago e Dallas, a pari merito con 281 punti, seguite da Portland con 277 punti. Chiude la classifica, con 271 punti, San Antonio.

Quali sono le capitali europee con più negozi di vestiti dell’usato?

Il panorama del “second hand” in Europa è a dir poco ricchissimo, e dispone di migliaia di mercatini e charity shop che ogni giorno smerciano capi di seconda mano al banco oppure online. Ma quali sono queste capitali europee?

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Come abbiamo già preannunciato, la capitale ufficiale del “second hand” in Europa è Berlino, con un punteggio di 296 punti. La capitale tedesca è una delle più popolose del continente, con circa 3.654.000 milioni di abitanti. Dotati di un ampio margine di manovra, i berlinesi possono attingere a 240 negozi vintage e charity shop, e 56 tra mercatini e car boot.

Al secondo posto, troviamo Helsinki, con 264 punti. Se paragonata ad altre capitali europee, Helsinki registra una densità di popolazione senza dubbio inferiore, eppure, in Finlandia, la moda dell’usato si sta diffondendo a una velocità impressionante. Il novero dei negozi dell’usato è di 215, più 49 mercatini e car boot.

Londra conquista il terzo posto con un totale di 262 punti. Lo scenario del second hand londinese appare sempre più roseo, con un totale di 260 negozi vintage, mercatini e car boot a disposizione degli 8.691.989 di abitanti.

Nella rosa delle mete compaiono Parigi al quarto posto, con 261 punti, e Copenaghen, in quinta posizione con 255 punti. In effetti, la capitale francese ospita un numero di mercatini più elevato rispetto a quella danese. Il punteggio è di 21 a 15, ma è pur vero che la popolazione urbana di Parigi supera di gran lunga quella di Copenaghen. Con circa un milione e mezzo di abitanti in meno, tuttavia, la capitale danese regala ai cittadini maggiori possibilità di fare qualche affare.

Qual è la capitale italiana con più negozi di vestiti dell’usato?

Con colossi della moda, rinomati in tutto il mondo, come quelli presenti a Milano, è facile intuire che, in Italia, vi siano innumerevoli bacini da cui attingere nel campo del “second hand”.

I dati raccolti dimostrano che Roma è la protagonista indiscussa in Italia. Traboccante d’arte e storia, la città eterna ottiene 123 punti, con 110 negozi vintage e charity shop, più 13 mercatini e negozi di prodotti di seconda mano sparsi in tutta la città. Pertanto, a Roma, le probabilità di trovare moda vintage a buon prezzo sono altissime.

Milano è riconosciuta ufficialmente come una delle quattro capitali mondiali della moda. Con un punteggio di 112 punti, il capoluogo lombardo riceve la medaglia d’argento sul podio delle migliori mete per il thrifting in Italia. Milano possiede 97 negozi vintage e charity shop, e 15 punti vendita tra mercatini e negozi dell’usato, fornendo al suo un milione e 352.000 di abitanti un vasto assortimento di capi vintage per rimanere alla moda.

Tra le varie città italiane, Napoli accumula una quantità apprezzabile di negozi vintage e charity shop, e si aggiudica ben 32 punti. Anche Torino vanta un turbinio di mercatini e negozi dell’usato, regalando alla città piemontese 14 punti.

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Quali sono le capitali con più negozi di vestiti usati in Sud America?

Le città dell’America del Nord si sono rivelate il vero bacino d’attrazione della moda del “second hand”, dominando la classifica con ben nove città su dieci. Scopriamo adesso quali sono le capitali del Sud America.

Sebbene le città latino-americane non lascino un segno indelebile a livello internazionale, questa parte del continente non manca di strepitosi poli in cui comprare di seconda mano. In fin dei conti, nazioni come il Brasile e il Chile regalano alla classifica mondiale ben quattro città.

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Capofila del Sud America è San Paolo con 163 punti. La città più popolosa del Brasile custodisce 158 negozi vintage e charity shop, oltre a cinque mercatini e negozi dell’usato, il che significa che i 12.400.232 milioni di abitanti di San Paolo hanno la strada spianata quando si tratta di comprare di seconda mano. A livello globale, tuttavia, San Paolo si piazza solo al quarantatreesimo posto.

Rimanendo su suolo brasiliano, a questo punto della classifica, troviamo Rio de Janeiro. Pur essendo una delle mete turistiche più ambite del Sud America, questa città costiera viene ampiamente superata da San Paolo, per quanto riguarda il thrifting, con un punteggio di 62 punti, grazie ai suoi 59 negozi di vintage e charity shop, più 3 mercatini e negozi dell’usato.

Altre due città brasiliane si ritagliano un posto d’onore nella classifica, ovvero Brasilia ed El Salvador, due delle più ferventi città della nazione. Brasilia si aggiudica un totale di 35 punti, mentre la somma del totale dei punti ottenuti da El Salvador è di 15.

Qual è la capitale britannica con più negozi di vestiti dell’usato?

Il Regno Unito ha abbracciato appieno il fenomeno del thrifting, difatti i charity shop e i rivenditori di capi vintage spuntano ormai come funghi in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Ma dove si è più diffusa

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Capitale della moda “second hand” e della nazione, Londra ha dimostrato di essere una spanna sopra le altre quando si tratta di prodotti ecosostenibili a prezzi modici. Tra negozi vintage, charity shop, mercatini e car boot, Londra totalizza un punteggio di 262 punti.

Con 241 punti al suo attivo, al secondo posto della classifica del Regno Unito compare Liverpool. Liverpool è una città che già di per sé ama andare controcorrente. Non c’è da stupirsi quindi se circa 498.042 cittadini si siano lasciati travolgere dal fenomeno del thrifting.

A conquistare il bronzo con ben 217 punti è Birmingham, nella contea delle West Midlands. In Inghilterra, la densità di popolazione di Birmingham è proverbiale, e si aggira intorno a un milione e 141.816 abitanti. Ma a prescindere dal fattore demografico, i 214 negozi vintage, charity shop e i 3 mercatini e negozi dell’usato, sembrano accontentare egregiamente i gusti della seconda città più grande del Regno Unito.

Puntando leggermente a nord, in Scozia, abbarbicata al quarto posto, troviamo Glasgow con 184 punti. In via generale, si può dire che i 632.350 abitanti di Glasgow non siano costretti a fare i salti mortali per trovare prodotti dal gusto retrò, grazie ai 178 negozi di vintage e charity shop, e i 6 mercatini e car boot a loro disposizione.

Fa capolino fra il quarto e il sesto posto, Bristol, che batte la concorrenza con un punteggio di 161 punti. Bristol si è sempre lasciata travolgere dalle sue varie sottoculture, pertanto i 151 negozi vintage e charity shop, e i 10 mercatini e car boot, non sono mai a corto di clienti nella città dell’Inghilterra occidentale.

A chiudere la classifica britannica, c’è Manchester, al sesto posto, con 151 punti, seguita immediatamente da Edimburgo con 150 punti. Leeds conquista l’ottavo posto con 145 punti. In coda alla classifica, portando alta la bandiera del Galles e dell’Irlanda del Nord, compaiono Cardiff con 97 punti e Belfast con 68.

Qual è la nazione più famosa al mondo per le maglie da calcio storiche?

Per quanto riguarda la caccia alle maglie da calcio storiche, conduce lo stuolo di spiriti nostalgici il Regno Unito, in vetta alla classifica per il numero più alto di click mensili su Google (circa 5.900). Il Regno Unito sta cavalcando il boom delle maglie da calcio storiche, di conseguenza è facile trovare i fan del Manchester United o del Liverpool rovistare forsennatamente tra gli appendiabiti alla ricerca delle maglie dei loro giocatori preferiti.

Oggi la filiera delle maglie da calcio storiche è talmente forte oltremanica, che sono stati inaugurati interi negozi specializzati a Manchester, Londra e in molte altre città del Paese.

 

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La seconda nazione con la percentuale più alta di click relativa alle maglie da calcio storiche sono gli Stati Uniti, dove, in media, gli utenti digitano “maglie da calcio storiche” circa 500 volte al mese. Sebbene gli Stati Uniti abbiano una tradizione agonistica più legata a sport come il basket e il baseball, ciò non ha impedito agli statunitensi di sviluppare una passione per le maglie dal gusto vintage.

Facciamo un passo indietro, tornando in Europa, per scoprire il resto della Top 5. Con un totale di 450 ricerche mensili, Germania e Repubblica d’Irlanda finiscono a pari merito al terzo posto. Presenziano in quinta posizione i Paesi Bassi, con un totale di 300 ricerche al mese.

Le maglie da calcio storiche spopolano sorprendentemente anche nella terra dei canguri, con 250 ricerche effettuate, che condivide il sesto posto con Francia e Spagna. Insomma, chi l’avrebbe mai detto che le T-shirt di Viduka sarebbero state famose quanto quelle di Vieira e Xavi?

Metodologia

Per redigere le nostre classifiche, abbiamo utilizzato una seed list delle nazioni dell’OCSE, compreso il Brasile, selezionando le città in base alla densità di popolazione.

Abbiamo usato yelp.com per rintracciare ogni città dell’elenco e fare una cernita dei negozi vintage e dell’usato, charity shop, mercatini e car boot presenti in quella città, indicandoli come i principali e più affidabili punti vendita al dettaglio di tale nazione.

Sono state escluse tutte le città di cui yelp.com non riportasse alcuna informazione.

Per calcolare il punteggio finale assegnato a ogni città, abbiamo abbinato la somma dei negozi vintage, dell’usato e dei charity shop a quella dei mercatini e dei car boot.

Per quanto riguarda i dati relativi alle maglie da calcio storiche, tramite ahrefs.com, abbiamo rilevato le ricerche effettuate ogni mese su Google. Infine, per creare la nostra seed list, abbiamo utilizzato le nazioni inserite nell’indice “Thrifting” di sopra.