Dopo un anno a battenti chiusi, il Master 1000 di Miami è pronto a riaccogliere i migliori tennisti del circuito. Lo scorso anno, infatti, il torneo in Florida non è stato disputato. Per cui il campione in carica è, oggi, Roger Federer, vincitore dell’edizione del 2019, e che è tornato dopo esattamente 1 anno e 1 mese a solcare i campi del suo regno: il tennis. Lo ha fatto a Doha, il 10 marzo, ma purtroppo il Re non ci sarà al Master 1000 di Miami, come altri esponenti illustri del tennis. Mancheranno infatti sicuramente anche Stan Wawrinka e Gilles Simon, e rimane ancora molto incerta anche la presenza di Novak Djokovic, alle prese con un pesante strappo agli addominali: il serbo per il momento ha confermato la sua partecipazione in USA, ma, come ha fatto anche Federer, potrebbe anche cancellarsi dall’entry list in un secondo momento.

In assenza, come accennato, di qualche campione, proviamo ad individuare insieme i favoriti per questo Master 1000 di Miami, prendendo a riferimento i partecipanti segnati nell’entry list aggiornata al 10 marzo 2021.

Ricordiamo che il via al torneo si darà il 22 marzo, quando partiranno i primi turni del tipico - ma atipico rispetto a tutti gli altri Master 1000 del circuito - tabellone a 96 partecipanti del Master 1000 di Miami. Durerà dunque 2 settimane, come uno Slam, e si concluderà quindi il 4 aprile.

Miami Open 2021: i tennisti favoriti

Complice qualche (importantissima) assenza, i favoriti per la vittoria finale cambiano, e qualche outsider in più ha la possibilità di venire fuori, superando qualche turno in più.

Sarà sempre durissima per tutti perché i 4-5 favoriti sembrano essere delle macchine perfette; ma mai dire mai, soprattutto in un periodo dove in pochi hanno avuto la possibilità di giocare tante partite e trovare continuità.

In ogni caso, vediamo singolarmente quelli che potrebbero essere i maggiormente favoriti per la vittoria finale di questo 1000 di Miami, edizione 2021.

  • Novak Djokovic

Impossibile non citarlo. 311 settimane in testa al ranking ATP “compiute” giusto in questi giorni, superando un certo Roger Federer in quanto a numero di giorni passati a guardare tutti gli altri, dall’alto della posizione #1 della classifica mondiale. È l’unico tennista della storia ad aver raggiunto questo record. Per farsi un’idea più precisa, 311 settimane sono l’equivalente di quasi 6 anni, il che vuol dire che per i poveri numeri 2 al mondo di turno, in 6 anni della loro carriera non hanno nemmeno potuto avvicinarsi al trono su cui stava seduto Nole. È qualcosa di abbastanza frustrante. E il “problema” (per gli altri) è che il serbo ha “solo” 33 anni, un’età che nel mondo del tennis di oggi, è quella del raggiungimento della piena maturità tennistica, soprattutto sul lato mentale. E anche se Nole sembra possedere intrinsecamente quelle qualità mentali che ci sta mostrando ormai da quasi un decennio, ancora, a 33 anni, pare essere tornato quel “muro di gomma” che non sbaglia mai una palla.

Insomma, sarebbe stato il favorito indiscusso per l’ATP di Miami di quest’anno, complice anche la superficie dura su cui si gioca, se non fosse per lo strappo agli addominali che lo condiziona dalla fine degli Australian Open. Anzi, per meglio dire, lo condiziona da durante gli Australian Open, ma è riuscito comunque a vincere lo Slam, con uno strappo di 1,7cm all’addome. Sembra impossibile, ma ci è riuscito. Quando si parla di forza mentale…

In ogni caso, sembra che Djokovic riuscirà a partecipare al Miami Open: è ancora presente nell’entry list da cui scaturirà il tabellone da 96 del “torneone” americano, e se da qui al 22 marzo non dovessero esserci ribaltoni, avremo la fortuna di riveder giocare Nole, alla sua prima partita da perpetuo n°1 al mondo.

  • Rafael Nadal

Sia per storia, sia per spessore di giocatore, appena sotto a Nole c’è lui: Rafa Nadal. Come sempre, i pronostici tra i due si ribaltano quando si gioca sulla terra rossa, e allo stesso modo si ribaltano quando la superficie è dura. Quindi, essendo in cemento i campi dell’Hard Rock Stadium, Rafa parte leggermente sfavorito, anche se ci ha dimostrato di saper anche dominare pure su superfici diverse dalla terra rossa.

Il maiorchino è reduce dalla sconfitta, ovviamente lottata, contro Tsitsipas nei quarti del torneo di Melbourne, e senza ottenere vittorie eclatanti nel corso dei turni precedenti, se non quella sul nostro Fabio Fognini, stravinta, al quarto turno. Fognini, però, agli Australian Open era al rientro dalla pesante doppia operazione alle caviglie e, quindi, non in grado di essere troppo competitivo.

Rafa ha inoltre appena rinunciato alla wild card per il Master 500 di Dubai, che si chiuderà la settimana prima dell’inizio di Miami, per un problema alla schiena, probabilmente per essere al meglio per l’evento statunitense.

Un altro campione leggermente acciaccato, dunque, insieme a Djokovic, per la trasferta americana. Ma i due favoriti su tutti probabilmente rimangono loro due.

  • Daniil Medvedev

Il russo è uno dei più promettenti next gen del momento. Dopo qualche anno passato a “scalciare” per prendersi un posto nel tennis che conta, oggi sembra aver sistemato quei difetti comportamentali e di gestione della partita che per qualche tempo sembravano “incepparlo”. La vittoria delle ATP Finals del 2020 testimoniamo che il ragazzo è in netta crescita e la posizione n°3 nel ranking certificano che Daniil è già là, in quelle zone di classifica dove fino a qualche mese prima dettavano legge i 3-4 dèi dell’Olimpo tennistico.

Il classe ‘96 vorrà spingersi in fondo al tabellone di Miami così come ha fatto all’Australian Open appena concluso - perdendo in finale solo da uno strepitoso Djokovic - per fissare in alto i suoi obiettivi stagionali. Il suo coach Gilles Cervara ha parlato in un’intervista proprio delle potenzialità del 25enne russo e dei suoi obiettivi di quest’anno, e puoi trovare la sua intervista qui.

Anche lui parte come potenziale favorito, ma leggermente sotto Nadal e Djokovic. Dalla sua, però, il russo ha la possibilità di arrivare a questo 1000 senza problemi fisici, col favore della carta d’identità, e con le sicurezze che solo un periodo di forma così lungo come il suo può dare.

  • Dominic Thiem

È finalmente riuscito a “domare” anche i campi in cemento, cosa che fino a solo un anno fa, a lui sembrava quasi impossibile. L’ha fatto vincendo l’ultimo US Open, battendo Zverev in una finale thriller al 5° set.

I risultati quest’anno non sono arrivati, però, sulla sua superficie preferita, nel suo Slam preferito, perché a Roland Garros non è tornata in scena un’altra finale con Nadal, essendo Thiem uscito ai quarti contro Diego Schwartzman. Quella è stata forse la più grande delusione dell’anno tennistico dell’austriaco, un anno che ha regalato meno soddisfazioni del solito in termini di risultati, ma che ha portato in casa il primo vero titolo prestigioso della carriera del 27enne di Wiener Neustadt. Quel titolo che da tanto tempo ci si aspettava da un giocatore ormai da 5 anni nella top 10.

Se gli si chiedesse quale sia la superficie su cui vorrebbe giocare in questo momento, risponderebbe la terra rossa; ma il 2020 ha dato una risposta diversa e la verità è che Dominic sta cominciando a diventare un “martellatore indomabile” anche sui campi veloci da quando ha iniziato a sentirsi a proprio agio anche 2 metri più vicino alla linea di fondo campo. Soprattutto per questa evoluzione che ha avuto nel suo gioco, oggi Thiem appare come uno fra i maggiori favoriti per la vittoria di questo Miami Open.

  • Stefanos Tsitsipas

Un altro degli enfant prodige di nuova generazione, Tsitsipas è quello che probabilmente farà più concorrenza a tutti gli altri favoriti, per la vittoria finale di questo Master 1000 di Miami. Numero 5 del ranking ATP in costante risalita, Stefanos è probabilmente, tra i giovani next gen, quello più pronto e più solido dal punto di vista mentale.

La vittoria alle Finals del 2019 lo aveva lanciato a mille all’ora nel “circuitino” dei 4-5 migliori al mondo e, pur senza replicare, fino ad oggi, risultati del genere, è comunque riuscito umilmente a rimanere sempre fra le prime posizioni in classifica, consolidando lo status di giocatore top: un’impresa per niente facile per un classe ‘98.

Ci si aspettava un risultato diverso per lui all’ultimo Australian Open, specialmente per come è arrivata la sconfitta in semifinale con Medvedev. Il greco non è mai riuscito ad entrare in partita e l’impressione è che nessun colpo riusciva a dar fastidio a Medvedev, che si è dimostrato totalmente superiore per tutti e 3 i set. Per questo motivo, per questa completa superiorità da cui è stato schiacciato, Tsitsipas sarà uscito deluso da quel match e da quel torneo, consapevole che l’avversario era stato sì superiore ma consapevole anche che, con i mezzi di cui dispone, avrebbe sicuramente potuto fare di più.

Miami è una bella occasione per il greco per dimostrare che è in grado di fare meglio e di battere, o perlomeno giocarsela fino in fondo, anche con i migliori, Medvedev compreso. La struttura del tabellone “da Grande Slam” arricchisce ancor di più di significato il torneo e la presenza di Medvedev dalla sua stessa parte di tabellone, è un motivo in più per il greco per cominciare già bene e, magari, avere subito una rivincita col russo.

Clicca qui per maggiori informazioni su tutte le scommesse tennis.*

*Si prega di essere consapevoli del fatto che questo link vi rimanderà al sito scommesse