Nell’anno in cui a contendersi i due principali trofei europei sono 4 squadre di Premier League, a tenere banco nelle ultime ore sono le polemiche relative alla scelta della UEFA di far giocare la finale di Europa League a Baku, cittadina dell’Azerbaijan che per una svariata serie di motivi, primo tra tutti la capienza ridotta dell’aeroporto che ha obbligato tantissimi tifosi a desistere dall’affrontare un lungo ed estenuante viaggio, che tutto sembrava fuorché pronta per ospitare un evento di tale portata.

Al netto, poi, delle polemiche relative all’assenza forza di Mkhitaryan, giocatore di origini armene a cui è stato negato l’accesso per ragioni prettamente politiche (da anni Armenia e Azerbaijan sono in conflitto per il controllo di un territorio indipendente situato al confine tra i due paesi), Arsenal e Chelsea si preparano ad affrontarsi per l’ennesima volta nel corso della stagione, pur consapevoli che la posta in palio, per una volta, non sono solo i 3 punti.

Emery contro Sarri: bel gioco al potere 

Due allenatori tanto innovativi quanto simili nelle idee e nella mentalità, si preparano ad affrontare una sfida che metterà di fronte due squadre che, per svariati motivi, offrono allo spettatore medio uno spettacolo senza precedenti: da una parte il gioco offensivo, propositivo e troppo spesso “spericolato” dei Gunners guidati da Unai Emery, dall’altra il “tiki-taka” moderno, fatto di organizzazione difensiva e schemi predefiniti proposto dall’irreprensibile Maurizio Sarri.

In questa edizione dell’Europa League il Chelsea non ha ancora perso una partita, sebbene la qualificazione alla finale sia arrivata grazie a una vittoria ai rigori contro l’Eintracht Francoforte a Stamford Bridge. In caso di vittoria, i Blues stabilirebbero un nuovo record, visto che nessuno ha mai conquistato il trofeo da imbattuto. Non solo: gli uomini di Sarri arrivano da un filotto di 8 risultati utili consecutivi e con una sola sconfitta maturata nelle ultime 14 partite giocate.

Al contrario, l’Arsenal sembra soffrire particolarmente la lontananza dall’Emirates Stadium dal momento che ha mantenuto la porta inviolata solamente in 6 delle 27 partite giocate lontano dalle mura di casa, sebbene ben 4 di questi 6 clean sheets siano maturati proprio in Europa League. Se si prendono in considerazione i testa a testa tra le due squadre, invece, i Gunners hanno vinto solamente 2 degli ultimi 9 scontri diretti.

Sarri, che non ha ancora vinto nulla nel corso della sua carriera ma che anno dopo anno avvicina il proprio nome al gradino più alto del podio, sa quanto è importante per lui e per il suo futuro la vittoria di questo trofeo. Lo scorso anno lo scudetto sfiorato con il Napoli, quest’anno le 2 finali di coppa disputate con il Chelsea (più una ancora da giocare): di questo passo, e mantenendo questa continuità, la strada verso il primo trofeo iridato non dovrebbe essere poi così ricca di ostacoli, sebbene l’amore con i tifosi Blues non sia mai scoppiato e con la società la relazione sembra essersi ormai deteriorata del tutto.

 

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