Giocare una finale di una competizione europea è un privilegio assoluto. La Champions League è sempre stato il trofeo di riferimento per la quantità di pubblico che ha saputo attrarre, per le squadre che vi hanno partecipato e per le emozioni che ha saputo riservare nel corso di tutti questi anni, ma in passato, anche quello recente, non sono mancati colpi di scena anche nella seconda competizione europea per importanza, ovvero l’Europa League (o Coppa UEFA per i più nostalgici).

Sono tanti i momenti che in passato hanno caratterizzato questa coppa, come le 3 finali consecutive del Siviglia di Unai Emery (protagonista anche quest’anno con l’Arsenal), passando per la storica finale tutta portoghese tra Porto e Braga, fino al dominio italiano degli anni 90, con la bellezza di 8 vittorie finali sulle undici edizioni disputate a cavallo tra la stagione 1988-89 e la stagione 1998-99.

Di storie, aneddoti e curiosità ce ne sarebbero da raccontare davvero tantissime, ma per evitare di trovarci nel bel mezzo della stesura di un romanzo calcistico di 47 capitoli (uno per ogni edizioni) abbiamo scandagliato a fondo il passato della competizione nel tentativo di stilare una lista delle 5 finali più iconiche della storie, senza darci un particolare limite di tempo, ovvero evitando di concentrare le nostre attenzioni solo sui risultati ottenuti nel nuovo millennio. Questo il risultato.

 

Ipswich Town - Az Alkmaar / 1980-81

Sfida rocambolesca quella tra i vice campioni d’Olanda e la squadra terza classificata della prima divisione inglese. In una Coppa UEFA che non aveva ancora introdotto la finale secca in campo neutro e vedeva i due club affrontarsi in sfide di andata e ritorno, lo scontro che vide opporsi Ipswich e AZ fu uno dei più prolifici della storia, con ben 9 gol realizzati nell’arco dei 180 minuti.

L’Ipswich Town, allenato dal leggendario Bobby Robson e forte del contributo di Terry Butcher a centrocampo, vinse con discreta facilità il match d’andata giocato a Portman Road grazie ad un secco 3-0: tra i marcatori spicca il nome dell’olandese Frans Thijssen, trasferitosi in Inghilterra solo l’anno prima dopo aver rivaleggiato con l’AZ in Eredivisie a cavallo tra il 73 e il 79 vestendo la maglia dell’FC Twente.

Forti del vantaggio gli inglesi volano in Olanda convinti di ipotecare la vittoria finale segnando un gol nei primi minuti di gioco ma nonostante l’impegno profuso, finiranno per sudarsi la conquista del trofeo. In realtà, la sfida giocata all’Olympic Stadium di Amsterdam era iniziata nel migliore dei modi: grazie ancora a Frans Thijssen l’Ipswich era andato in vantaggio dopo appena 4 minuti. La reazione immediata dell’AZ, però, era un chiaro sintomo di quanto quella serata avrebbe potuto assumere aspetti drammatici per l’undici di Bobby Robson. Dopo essere andati negli spogliatoi in vantaggio per 3 a 2, gli olandesi troveranno il gol del 4-2 a poco meno di 20 minuti dalla fine. Nonostante il pressing finale e un legno colpito a 5 minuti dal triplice fischio finale, l’AZ non riuscirà a trovare il gol del 5-2 che avrebbe portato il match ai supplementari e vedrà sfuggirsi di mano la competizione.

 

Espanyol - Bayer Leverkusen / 1987-1988

Come si dice remuntada in tedesco? Certo, ci basterebbe utilizzare un traduttore qualsiasi, ma fa specie vedere come il paese che ha coniato il termine per eccellenza che configura la cosiddetta “rimonta impossibile”, abbia visto una delle sue rappresentati cadere vittima di una delle remuntade più storiche della storia della Coppa UEFA.

Dopo aver vinto per 3-0 il match d’andata giocato al Sarria Stadium di Barcellona e aver concluso il primo tempo del match di ritorno sullo 0-0, l’Espanyol si rese protagonista di uno dei suicidi sportivi più clamorosi di sempre. Grazie alle reti realizzate da Tita, Gotz e Cha Bum-Kum a cavallo tra il 57° e l’80° minuto di gioco, il Bayer Leverkusen riuscì a riagguantare la parità per il rotto della cuffia e portare la sfida ai rigori.

Grazie alla carica dei 21 mila dell’Ulrich Stadium e dopo aver sbagliato il primo dei cinque rigori calciati, i tedeschi riusciranno a ribaltarla grazie a un superbo Rudi Vollborn (portiere), ad avere la meglio sulla compagine spagnola e conquistare il loro primo storico trofeo internazionale.

 

Parma - Juventus / 1994-1995

Giusto un anno prima di conquistare la sua seconda Coppa dei Campioni (o Champions League che dir si voglia), la Juventus di Marcello Lippi affrontava il Parma di Gianfranco Zola e Faustino Asprilla nella finale della 25° edizione della Coppa UEFA. Derby tutto italiano rimasto nella storia, non tanto le giocate dei protagonisti o i gol realizzati (solo 3 tra andata e ritorno) quanto per la vittoria finale degli emiliani, che partivano sfavoriti nonostante vantassero tra le proprie file alcuni dei giocatori più forti della storia del movimento calcistico italiano.

Dopo l’1-0 del Tardini, ottenuto grazie al gol lampo di Dino Baggio, il Parma giocò a San Siro il match di ritorno (il Delle Alpi non era pronto ad un elevato flusso di pubblico e si optò per spostare la sfida alla Scala del Calcio), riuscendo nell’impresa di strappare un pareggio insperato e conquistare la coppa. A gelare il popolo bianconero sarà ancora una volta Dino Baggio, che al minuto 53 sfrutta un cross al bacio di Roberto Mussi (tra le altre cose, entrato da soli 5 minuti) e insacca il gol del definitivo 1-1. A nulla serviranno gli arrembaggi finali della Juventus.

 

Inter - Schalke 04 / 1996-1997 

A due anni di distanza dall’ultima volta, San Siro torna ad ospitare il match di ritorno di una finale di Coppa UEFA e proprio come successo nel match tra Parma e Juventus, vedrà uscire sconfitta la squadra di casa. Nel momento storico più importante della storia del calcio italiano, è l’Inter a provare a tenere alto l’orgoglio nazionale affrontando in finale i tedeschi dello Schalke 04.

Dopo aver perso 1-0 il match d’andata in Germania, i nerazzurri riescono a riacciuffare il pari a soli 6 minuti dalla fine del match di ritorno, grazie a una zampata di Zamorano nell’area piccola. L’1-0 ottenuto al 90’ non basta però per conquistare il trofeo e nei supplementari l’Inter cerca in tutti i modi di realizzare il secondo gol ma sbatte sulla traversa colpita da Maurizio Ganz nel secondo tempo supplementare.

L’Inter sbaglierà poi 2 rigori su 3, regalando la coppa allo Schalke 04, abile nel segnare tutti e 4 i rigori calciati.

 

Benfica - Chelsea / 2012-2013

Per ultima, ma non meno importante, la finale giocata all’Amsterdam Arena nel maggio del 2013 tra Chelsea e Benfica. Gli inglesi, che cercano il bis a Baku contro l’Arsenal, furono abili nel trovare il vantaggio al 60° minuto con Fernando Torres (dopo un dominio totale dal punto di vista del gioco nel corso di quasi tutta la partita) ma nei successivi 15 minuti rischieranno poi un incredibile tracollo: prima il pareggio su rigore di Cardozo (minuto 68), poi il miracolo di Cech, sempre su Cardozo (minuto 75) rischieranno di mettere a serio rischio la vittoria finale.

Al netto di questi due episodi, i Blues riprenderanno il controllo del match e dopo una clamorosa traversa di Lampard a soli cinque minuti dalla fine, vinceranno la partita al 92° grazie un preciso colpo di testa di Ivanovic. Il trofeo andrà agli inglesi, guidati da Rafa Benitez, mentre continuerà l’inesorabile maledizione del Benfica e dei suoi successi europei.

 

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