Serie A: il Torino cerca riscatto contro un Sassuolo giovane e carico

Fra le tante squadre rimaste praticamente uguali rispetto all’anno scorso il Torino di Urbano Cairo è la più uguale di tutti, nonostante l’onnipresenza mediatica del suo presidente e gli annunci di grandi colpi che rimangono però solo sui giornali (spesso i suoi). La campagna europea iniziata già in luglio del resto imponeva di avere subito una squadra collaudata e finora Mazzarri ha fatto bene, anche se in questa stagione l’asticella per lui inspiegabilmente si alzerà. Solito 3-5-2 blindato, comunque, sperando che Belotti ritrovi l’ispirazione di un paio d’anni fa anche se il suo apporto non manca mai. Difficile che i granata mostrino calcio champagne, mentre più intrigante è il Sassuolo di De Zerbi, eterno emergente che forse al prossimo giro avrà una grande panchina: almeno quattro cambiamenti nell’undici presunto titolare, con acquisti di grido come Caputo, dall’Empoli, e un importante investimento a centrocampo fatto su Obiang, preso dal West Ham per 8 milioni. Pesantissime però le partenze: da Sensi all’Inter a Lirola alla Fiorentina, passando per Demiral alla Juventus. Aumentano inevitabilmente le voci su uno Squinzi stanco del giocattolo calcio, anche se il Sassuolo non gli è costato certo tanto. Partita di difficile interpretazione, comunque, visto che il Torino gioca tre giorni dopo la sfida (con sconfitta pesante) con il Wolverhampton e il Sassuolo è una squadra leggera che deve puntare a fare il maggior numero possibile di punti nella prima parte della stagione.

 

Indiscreto – Quale futuro per Walter Mazzarri? In sella dall’inizio del 2018, il suo contratto con i granata scade nel 2020 e c’è da entrambe le parti la volontà di prolungarlo fino al 2022. Difficile per entrambe le parti trovare di meglio.

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