L’incredibile voglia di rivalsa verso chi non ha creduto del tutto in lui, il desiderio di mostrare agli altri il proprio valore, di conquistare la fiducia di un nuovo ambiente che lo ha voluto fortemente e la nazionale inglese.

Tammy Abraham è passato in questa sessione di mercato dal Chelsea alla Roma per 40 milioni di euro più bonus, richiesto espressamente da José Mourinho che per lui si è mosso in prima persona. Un nuovo capitolo per l’attaccante nato a Londra il 22 ottobre 1997, che ha fretta di mostrare tutto il suo valore e conquistare i suoi nuovi tifosi.

Non vedo l’ora di iniziare. Credo in me stesso, nella mia capacità di segnare, devo solo cercare di aiutare la squadra il più possibile. So che è un campionato diverso, dovrò adattarmi velocemente, ma non ho paura.

Tammy Abraham in conferenza stampa

I primi passi

A credere per primo in lui è il Chelsea, che l’accoglie nel suo vivaio e lo conduce sino alle porte del calcio professionistico. Il tecnico olandese Guus Hiddink (tecnico dei Blues nel 2016) crede nelle potenzialità di Abraham e, senza pensarci troppo, lo fa esordire l’11 maggio 2016 ad Anfield Road contro il Liverpool: un esordio non proprio banale per un diciottenne.

Nella successiva sessione di mercato, però, Tammy è costretto a salutare Londra e la Premier League per poter giocare e acquisire esperienza: la Championship sarà il suo nuovo campionato e il Bristol City la sua nuova squadra. Sarà il primo, di una lunga serie di prestiti…

Nella serie cadetta inglese mostra subito tutto il suo talento: si presenta con una rete decisiva in Coppa di Lega contro il Wycombe, vizio realizzativo che manterrà per tutto il resto della stagione.

I gol infatti saranno 17, divenendo il calciatore under-20 a siglare il maggior numero di reti in Championship di sempre. Niente male per un attaccante alla sua prima stagione tra i professionisti, niente male per un ragazzo che non si era mai confrontato con una realtà diversa da quella dei Blues.

In vista dell’annata successiva, il desiderio del centravanti inglese è quindi più che mai chiaro: fare ritorno in Premier League.

Desiderio esaudito, ma ancora una volta con un’altra maglia, in questo caso, quella dello Swansea City.

Il rientro in Premier, però, non è dei più esaltanti. Abraham fatica a trovare il gol (totalizzandone appena 5 in tutta la stagione), e le sue prestazioni sono altalenanti. Il salto tra i grandi del calcio inglese non è quindi dei migliori e per Tammy si preannuncia una nuova stagione in Championship, questa volta, con un prestito all’Aston Villa.

Alla corte dei Villans ritrova la verve realizzativa di Bristol segnando ben 26 gol, reti che permettono al club di tornare in Premier League dopo tre stagioni.

È l’annata della rivalsa, l’annata che gli avrebbe concesso l’opportunità di tornare a vestire la maglia del Chelsea.

Il rientro

A tre anni dal suo addio, Tammy rientra a Stamford Bridge (anche perché il Chelsea in quel momento non può fare mercato), trovando sulla panchina dei Blues però un tecnico che lo conosce bene, avendolo affrontato in Championship diverse volte nella precedente stagione, l’ultima proprio nella finale play-off proprio tra l’Aston Villa di Abraham e il suo Derby County: Frank Lampard.

Nei mesi successivi infatti, dopo aver acquisito una buona dose di fiducia, il ragazzo si inserisce a pieno nel progetto, senza lesinare grandi prestazioni accompagnate da diverse reti. Partita dopo partita, allenamento dopo allenamento.

Il 14 settembre 2019, riesce addirittura anche a segnare una tripletta con il Wolverhampton che lo inserisce di diritto nella storia del Chelsea, rendendolo il più giovane calciatore del club ad aver messo a segno tre reti in una singola partita. Alla sua prima vera stagione in Premier con i Blues, il centravanti totalizza ben 15 reti, e si guadagna la conferma per l’annata successiva.

Tutte le strade sembrerebbero portare a una vera e propria ascesa per la stagione futura, purtroppo però, non sarà così.

Dopo i primi mesi giocati da Tammy ad alto livello, il Chelsea decide di esonerare Frank Lampard per favorire l’approdo di Thomas Tuchel. Da quel momento, trofei a parte, per Abraham la stagione si farà in salita.

Le innumerevoli panchine, e la mancanza di fiducia gli impediscono infatti di entrare nella lista dei convocati dell’Inghilterra per Euro 2020, spingendolo verso una nuova piazza.

Dopo le avance di diversi club di Premier League, tra cui Arsenal e Tottenham, arriva però la chiamata di uno dei suoi allenatori preferiti, quel José Mourinho che allenava e scriveva la storia nel Chelsea quando lui era nelle giovanili dei blues. Il portoghese lo ha voluto fortemente all’ombra del Colosseo per il dopo Dzeko, chiedendo uno sforzo economico alla sua nuova proprietà.

E vedendo il suo approccio in queste prime partite tra Serie A e Conference League, la Roma non poteva fare scelta migliore. 

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