Il torneo di Roma è stato uno dei pochi, nel 2020, a resistere alla potenza distruttiva dell’emergenza sanitaria che, a uno a uno, aveva condannato la maggior parte dei tornei dell’anno, Slam compresi, a dover dare forfait.

L’eternità di Roma ha resistito e lo scorso anno ha consacrato il suo 77° vincitore, Novak Djokovic, per la 5ª volta uscito dal Campo Centrale da conquistatore.

Quest’anno le date in cui si giocherà tornano ad essere quelle originali: l’8 maggio si darà il via agli Internazionali d’Italia 2021 a cui non parteciperà Roger Federer ma, finalmente, dopo tanti mesi, torneremo a vedere nello stesso torneo la maggior parte dei top player del circuito.

Chi vincerà gli Internazionali d’Italia quest’anno? Scopriamo insieme i principali favoriti per la vittoria del torneo italiano più importante del calendario tennistico.

ATP di Roma: la top 5 dei tennisti favoritiRafael Nadal

Con i piedi sulla terra rossa, Rafa Nadal è il favorito contro chiunque. Anche a 35 anni, anche acciaccato, anche in un periodo meno brillante, anche su Djokovic.

Se vi state chiedendo quante volte Nadal ha vinto il torneo di Roma, sappiate che sono 9 le finali vinte agli Internazionali d’Italia sulle 11 totali giocate a partire dal 2005. Fra l’altro, tra il 2005 e il 2014 Nadal è arrivato almeno in finale per tutte e dieci le edizioni tranne quella del 2008 in cui Djokovic si impose sul miglior Wawrinka mai visto fino a quel momento. Quel Djokovic che è stato l’unico, finora, a frapporsi tra Rafa e il titolo di Roma quando Nadal ha raggiunto la finale.

Quest’anno qualcosa è cambiato rispetto alle stagioni precedenti per il campione maiorchino: infortuni, il ritmo partita che mancava a causa dei forzatamente pochi match giocati e dei tornei saltati. Nonostante tutto è lui l’indiziato numero 1 per la vittoria degli Internazionali d’Italia.

Novak Djokovic

Nel ricordare i precedenti risultati di Nadal a Roma, un giocatore in particolare è stato nominato spesse volte: Novak Djokovic. È lui che, nel tennis moderno, tiene testa a Nadal anche per quanto riguarda il numero di trofei vinti all’ATP di Roma, e per questo motivo è proprio Djokovic il vero e unico candidato ad essere il favorito dietro al mancino di Maiorca.

Anche Nole, però, non sta vivendo un 2021 ai livelli degli anni precedenti, ma arriva comunque all’appuntamento di Roma da n°1 indiscusso del ranking ATP, oltre che da fresco vincitore del suo nono Australian Open.

Dominic Thiem

Discorso simile a quello di Nadal: quando c’è un torneo sul rosso, Thiem guadagna due o tre posizioni virtuali nella folla dei favoriti. È anche vero che oggi Thiem ha fatto quel salto di qualità anche sulle superfici veloci, che gli ha permesso di togliersi tante soddisfazioni anche su campi diversi da quelli in terra battuta. Tra queste, la maggiore è sicuramente la vittoria agli US Open. L’unico Slam nella bacheca da professionista di Thiem, cimelio che da anni l’austriaco stava inseguendo, ironia della sorte, non è quello che si disputa sulla sua superficie preferita.

L’inizio di 2021 non è dei migliori, non avendo mai superato un quarto di finale in nessun torneo fin qui. Spodestare Nadal sul rosso sarà impresa ardua, e inoltre proverà a pensarci già Djokovic, lo stesso che nella semifinale del 2017 qua a Roma - miglior risultato di Thiem agli Internazionali d’Italia - concesse a Thiem un solo game in tutta la partita.

Chissà se sarà l’anno buono questo per vendicare i troppi torti subiti in un torneo che, potenzialmente, può vederlo sempre protagonista.

Stefanos Tsitsipas

Stefanos Tsitsipas è probabilmente il più mortale dei tre sopra descritti, ma è anche il più giovane e quello che da meno tempo è presente tra i top del circuito.

Il greco si sta dimostrando uno dei tennisti più veri e completi fra quelli della nuova generazione in rampa di lancio.

Nel 2021 ha già giocato tornei in abbondanza (7), non perdendo mai prima dei quarti di finale e vincendo il primo 1000 in carriera a Montecarlo.

Le sue superfici preferite, anche solo guardando il suo stile di gioco, sono indubbiamente quelle veloci, e lo testimoniano anche i migliori tornei giocati dal greco fino a questo momento, nonostante il miglior risultato dal 2019 ad oggi sia arrivato sulla terra del Principato.

Tsitsipas, già a 22 anni, ormai è sempre da considerare tra i favoriti in qualsiasi torneo.

Daniil Medvedev

Ha raggiunto il suo best ranking, n°2, a marzo, ma da più di un anno e mezzo punta a raggiungere obiettivi ben più alti. L’ha dichiarato anche il suo coach Gilles Cervara ai microfoni de L’Insider giusto pochi mesi: la sua grande ambizione è vincere uno Slam, ma per il momento, arrivare in fondo anche in un torneo importante come Roma sarebbe un risultato da incorniciare.

In ogni caso il russo parte probabilmente un gradino sotto ai tre/quattro sopracitati perché è il giocatore che con più difficoltà riesce ad adattarsi alle diverse situazioni di gioco che crea la terra rossa, che non è affatto la sua superficie prediletta. La sua idea tattica è basata non tanto sulla costruzione lavorata e meticolosa del punto, quanto sull’effetto sorpresa dei suoi colpi imprevedibili e delle sue scelte estrose. Caratteristiche, queste, che, insieme a quelle fisiche dello spilungone russo, vanno a nozze con le superfici dure, e che su quei terreni rendono molto di più che sulla terra battuta.

Questo è un altro motivo per cui il 25enne di Mosca avrà più difficoltà a tenere testa agli altri favoriti del torneo sul rosso di Roma, ma anche i numeri lo dicono: sulle 17 finali giocate in carriera da Medvedev (10 vinte), 16 sono state su campi veloci, e una sola sulla terra, quella di Barcellona nell’edizione del 2019.

Sarà difficile vedere Medvedev trionfare al Foro Italico, ma non impossibile. D’altronde le sue ambizioni sono grandi.

Gli outsiders all’ATP di Roma

Oltre ai 5 favoritissimi, ci sentiamo di indicare anche 3 possibili outsider che per qualche motivo potrebbero sorprendere non poco all’ATP di Roma di quest’anno.

Non è un anno fantastico quello vissuto fin qui dall’argentino Diego Schwartzman, ma il 2020 è stato il migliore della sua carriera, con tre finali ATP raggiunte in stagione. Una di queste è stata proprio a Roma, e non un anno fa, ma meno di 8 mesi fa. A settembre, dopo aver battuto Rafa Nadal sul rosso della capitale (!), si è arreso solo a un ingiocabile Djokovic in finale, e quest’anno vorrà - e può - tentare di nuovo il colpaccio, su uno dei campi che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni della carriera.

Considerare Alexander Zverev un outsider era difficile da pensare qualche anno fa, quando il tedesco sembrava ormai destinato ad essere sempre tra quelli che arrivano in fondo ad ogni torneo. Specialmente dopo la vittoria qui all’ATP di Roma nel 2017 in finale su Djokovic, e dopo aver replicato un altro torneo di Roma straordinario subito l’anno successivo, arrivando in finale e perdendo solo, in tre set, da Nadal. Non è considerato tra i favoriti, dopo due anni di più bassi che alti ma considerando la sua storia al Foro Italico, e le sue indiscusse qualità, pensare che quest’anno possa arrivare in fondo non è assolutamente una follia.

Ultimo outsider individuato è Andrey Rublev. La discontinuità e la poca raffinatezza tattica hanno spesso fatto subire intoppi alla sua, seppur giovane, carriera, lungo la strada della consacrazione come uno fra i dieci migliori tennisti del mondo. Tuttavia, è fresco del best ranking (7 ATP) raggiunto poche settimane fa, ed è più che pronto per tentare un grande risultato a Roma, il primo della sua carriera nel torneo della capitale italiana.

Chi sono i tennisti italiani in gara all'ATP di Roma?

In questa edizione del 2021, il tabellone pullula di italiani super competitivi e, alcuni di loro, possono addirittura tentare di arrivare in fondo al torneo di casa.

Ovviamente parliamo principalmente di Jannik Sinner e Matteo Berrettini, i più in forma e attualmente più forti italiani presenti nel circuito.

Il cammino di Sinner nell’ultimo anno e mezzo è sotto gli occhi (sbalorditi) di tutti e, battendo un record di precocità alla volta, il 19enne di Bolzano sta dimostrando di sapersela giocare con chiunque, e addirittura, spesso, di disintegrare - nel vero senso della parola - campioni contro i quali la maggior parte dei giocatori fanno veramente fatica a vincere. Ha raggiunto l’incredibile 18esima posizione nel ranking il 3 maggio e può essere la più grande sorpresa, non solo italiana, del torneo.

Berrettini, invece, gode della maggiore esperienza accumulata soprattutto nella stagione 2019, culminata con le Finals disputate a Londra. Il 25enne romano si è rimesso in carreggiata proprio in tempo per il torneo di casa vincendo Belgrado l’ultima settimana di aprile, dopo un anno non brillante come quello precedente. Proprio a Roma lui è esploso due anni fa, quando sconfisse Pouille e Alex Zverev nei primi due turni: l’aria della sua Roma, e l’aria di maggio, evocano ottimi ricordi a Matteo.

Fabio Fognini e Lorenzo Sonego hanno, probabilmente, meno speranze degli altri due italiani. Fognini è al - complicato - rientro da una doppia operazione alle caviglie, che, alla ripresa, ha palesato tutte le complicazioni che può dare su un campo da tennis un’operazione così invasiva: è forse ancora un po’ presto per vedere il miglior Fognini, anche se siamo sicuri che ci farà comunque vedere i suoi numeri spettacolari.

Sonego, invece, è in grande spolvero dal 2020 e recentemente si è tolto soddisfazioni mica da ridere, come la 33esima posizione nel ranking e l’ultima vittoria nel 250 di Cagliari (oltre ad aver battuto a ottobre Djokovic nei quarti di Vienna). Ma pare, tra i quattro italiani, quello con meno possibilità di sorprendere, anche a causa di un tabellone che per lui sarà più complicato, partendo da una posizione in classifica peggiore.

Per le quattro wild card (Stefano Travaglia, Salvatore Caruso, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager), invece, sarà un’occasione per mettersi in mostra e provare a sfondare (soprattutto per Musetti), oltre che un’esperienza indimenticabile sotto il cielo di casa e gli occhi dei propri tifosi.

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