Quattordici giorni per tornare ad accendere la lotta mondiale. Dalla Turchia agli Stati Uniti: dopo un riposo di due settimane i protagonisti del campionato del mondo di F1 si preparano per tornare in pista. Lasciato lo Stretto del Bosforo, il Circus atterra in Texas, ad Austin, sede del primo dei tre gran premi nel continente americano. Andiamo a vedere insieme l'analisi e i pronostici F1 sui piloti favoriti per la vittoria, con tutte le scommesse sulla Formula 1*. 

Pronostici F1: i piloti favoriti negli USA.

Il mondiale 2021 si addentra sempre più nella fase cruciale, dove ogni errore assume un peso specifico sempre più imponente. L’ultima corsa, quella turca, ha riconsegnato il provvisorio scettro del Circus a Max Verstappen che, sfruttando la penalità in griglia del rivale Hamilton, ha saputo massimizzare il risultato, ottenendo un prezioso secondo posto che gli è valso la vetta iridata.

262.5 contro 256.5: dopo 16 turni il gap che intercorre tra i due concorrenti al titolo è di soli sei punti a favore di Verstappen. L’olandese è ora la preda, Hamilton il predatore. Sul Circuito delle Americhe Max proverà, qualora si presentasse l’occasione, la fuga; dall’alta parte Hamilton, che non dovrebbe più avere problemi in fatto di propulsore, è chiamato al contrattacco. L’inglese di Mercedes ha dimostrato negli anni di apprezzare particolarmente Austin: delle otto gare in Texas, Sir Lewis ne ha conquistate ben cinque.

Se abbiamo potuto imparare qualcosa dal campionato di quest’anno, è che decretare a priori un chiaro favorito tra Mercedes e Red Bull sia pressoché impossibile. Certo è che sarà bagarre aperta tra i duellanti, nella quale avranno un ruolo fondamentale i rispettivi scudieri Bottas e Perez. Il finlandese della Mercedes è apparso particolarmente in forma nella domenica di Istanbul, conquistando una vittoria mai in discussione. Non da sottovalutare l’apporto di Checo, la cui difesa su Hamilton nel corso del GP è stata da applausi a scena aperta. Tirando le somme sulle ultime uscite e guardando le statistiche, probabilmente ad Austin la Mercedes parte con i favori del pronostico, seppur non sbilanciati nettamente a proprio favore.

Scorrendo la classifica costruttori verso l’ultimo gradino del podio virtuale, ecco che ad infiammarsi può essere la lotta tra McLaren e Ferrari. La scuderia britannica occupa al momento la terza piazza con soli 7.5 punti sul Cavallino Rampante. Sin dal principio del mondiale Woking è apparsa avanti a Maranello sotto il profilo motoristico. L’ultima specifica introdotta dagli uomini in rosso sembra tuttavia poter rimescolare le carte. La SF21 ha stupito in Turchia per ambizione e velocità, grazie al costante e martellante ritmo sostenuto dai due rossi, che hanno permesso a Leclerc di provare ad acciuffare un’insperata vittoria, a Sainz di risalire la china con non troppa difficoltà. Il nuovo motore della Ferrari fa sorridere i tifosi del Cavallino, che possono pensare ad un attacco al ruolo di terza forza, chissà, magari già ad Austin.

La quinta e sesta posizione costruttori è occupata da Alpine e AlphaTauri. In casa Alpine la ferita di Alonso dopo una corsa buttata al vento dalle prime file è ancora aperta. L’asturiano bicampione del mondo non è di quelli che mollano facilmente e cercherà il riscatto: possibile mina vagante? Il compagno di box Ocon, dopo il trionfo in terra magiara, ha mancato i punti solo in Russia.

Da Enstone a Faenza: in casa AlphaTauri continua l’inseguimento alla quinta piazza. Il garage romagnolo è double face: se da una parte Pierre Gasly è ormai una spina nel fianco per i big ed una costante presenza in Top 6, dall’altro lato Yuki Tsunoda, seppur con l’attenuante dell’età, non è riuscito finora a mostrare continuità e consistenza. Attenzione al francese che può dare gioie, piedi di piombo con il 2000 nipponico, ancora acerbo.

Le ultime tre posizioni sono ciascuna un limbo: Williams, plafonata in P8, non ha la forza di attaccare Aston Martin, Alfa Romeo è specializzata nel gettare occasioni e Haas non ha quest’anno una vettura degna di nota.

Per quanto riguarda i primi la lente di ingrandimento va, senza neanche dirlo, su George Russell. Il promesso sposo Mercedes – eccezion fatta per la gara turca – ne viene da diversi piazzamenti a punti (tra cui anche il controverso podio di Spa).

Voltando lo sguardo sul confine italo-elvetico ecco Kimi Raikkonen, all’alba delle 42 primavere ed in procinto di appendere il volante al chiodo, affiancato dall’italiano Antonio Giovinazzi, la cui permanenza in Alfa si fa sempre più nebulosa. Chi ha sicuramente fame di risultati è il #99 pugliese, in cerca di punti per far sentire la propria voce nella disputa 2022: proverà a mettersi in mostra.

Storia e statistiche del GP degli Stati Uniti

Nel corso della ultra-settantenaria storia della Formula 1 diverse sono state le sedi del Gran Premio degli Stati Uniti. La prima apparizione del Circus in America risale al 1959 con la gara di Sebring, seguita da Riverside l’anno successivo. Dal 1961 al 1975 la F1 ha corso sullo storico tracciato di Watkins Glen, prima di prendersi una pausa con il suolo a stelle e strisce. Il connubio F1-USA è tornato negli anni Ottanta quando Dallas, Detroit e Phoenix hanno – in sequenza – ospitato il Circus sino al ’91. Dopo un’altra pausa il mondiale è tornato negli Stati Uniti nel nuovo millennio: dal 2000 al 2008 è stato il turno di Indianapolis. Altro stacco ed ecco Austin: in Texas si corre dal 2012, eccezion fatta per il travagliato 2020.

In quel di Austin il pilota più vincente è Lewis Hamilton con cinque delle otto coppe a casa. L’inglese guida anche la classifica assoluta degli USA, precedendo Senna e Schumacher (5 vittorie). Tra i costruttori Lotus è il team più vincente con dieci trionfi, seguito da Ferrari (8) e McLaren (7).

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