Non c’è solo il caso Novak Djokovic a tenere banco alla vigilia degli Australian Open, ma anche la scelta da parte dell’organizzazione di cambiare l’assegnazione delle quote di montepremi: un prize money cresciuto nel suo complesso, che permetterà così ai giocatori che arriveranno fino in fondo al torneo di vincere di più, ma che al tempo stesso penalizza tutti quelli che invece dovranno abbandonare lo Slam dopo pochi turni. Una decisione impopolare, l’ennesima, che ha fatto storcere il naso a molti. Ma andiamo con ordine.

Il montepremi degli Australian Open 2022: aumento del 4.5% complessivo, ma guadagnano di più solo i più forti - Scopri le Quote sull'Australian Open

La notizia infatti è che, nonostante le difficoltà dovute al periodo complicato da gestire, gli Australian Open sono riusciti a garantirsi come Slam un montepremi in crescita del 4.5% - passando dai 51.5 milioni di dollari americani ai 54.2 da assegnare in questo torneo del 2022. Soldi che finiranno soprattutto nelle tasche dei prim: lo scorso anno ad esempio Novak Djokovic e Naomi Osaka - vincitori del torneo singolare maschile e femminile - hanno guadagnato circa 2 milioni di dollari a testa (d’ora in poi si intende per dollari il riferimento alla valuta americana e non a quella australiana). Daniil Medvedev e Jennifer Brady, costretti ad arrendersi in finale a un passo dal successo invece, avevano incassato 1.1 milioni. Cifre che lieviteranno notevolmente in questa stagione: il vincitore infatti porterà a casa 3.2 milioni (il 60% in più); aumento paragonabile a quello fatto registrare dai secondi classificati che saliranno a 1.6 milioni. Aumenti che riguarderanno anche i semifinalisti e quelli giunti ai quarti che passeranno rispettivamente da 614.160 dollari a 794.790 (+29.41%) e da 379.330 dollari a 433.590 (+12.5%). Queste le cifre previste dal montepremi del 2022 (nel torneo singolare maschile e femminile):

VINCITORE: 3.2 milioni di dollari americani

FINALISTA: 1.6 milioni dollari americani

SEMIFINALISTA: 0.8 milioni di dollari americani

QUARTI DI FINALE: 433.590 dollari americani

OTTAVI DI FINALE: 215.000 dollari americani

TERZO TURNO: 129.000 dollari americani

SECONDO TURNO: 100.000 dollari americani

PRIMO TURNO: 64.500 dollari americani

La beffa e la polemica dove stanno? Beh, nel fatto che chi si ferma ai primi quattro turni invece - nonostante l’aumento complessivo del montepremi - vedrà ridotto il proprio premio tra il 10 e il 16%. Facciamo giusto un esempio, per capire le differenze: un giocatore qualificato al primo turno nel 2021 incassava 72.300 dollari americani (circa, considerando il tasso di cambio variabile), diventati in questa stagione 64.500: il risultato è una riduzione di circa l’11% rispetto nel giro di 12 mesi. Contrazione che andrà a impattare un numero superiore di giocatori e che di solito sono quelli che fanno più fatica a far quadrare i conti a fine anno. Non una grande scelta insomma.

Il montepremi degli Australian Open 2022: le qualificazioni

Per capire la ricchezza e la differenza che corre tra i quattro tornei dello Slam e tutti gli altri, basta guardare al montepremi distribuito ai giocatori che partecipano alle qualificazioni - spesso talenti fuori classifica che sperano nel miracolo per raddrizzare i proprio conti e dare una svolta diversa alla stagione sin da gennaio. Queste le cifre destinate ai giocatori che, prima del via del tabellone principale previsto per il 17 gennaio, si danno battaglia per conquistare un posto quantomeno al primo turno (tra parentesi i punti del ranking legati a ogni vittoria):

PRIMO TURNO: 15.170 euro (0 punti Atp e 2 punti Wta)

SECONDO TURNO: 21.170 euro (8 punti Atp e 20 punti Wta)

TERZO TURNO: 31.600 euro (16 punti Atp e 30 punti Wta)

QUALIFICAZIONE AL MAIN DRAW: 56.800 euro (25 punti e 40 punti Wta)

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