Tutto pronto per il 26° gran premio che si corre sul circuito di Misano, che nel corso degli anni ha cambiato nome più volte: dal 1980 in poi la gara è stata corsa sotto la dicitura prima di “GP delle Nazioni” (dal 1980-1984 e poi 1989-1990), poi di San Marino (1985-1987 e dal 2007 in avanti), con una piccola parentesi in cui fu definito “GP Italia” (1991-1993) e infine con una singola corsa denominata “Emilia-Romagna” (2020). Insomma, chiamatelo come volete, ma l’appuntamento con la corsa emiliana è diventato fisso negli ultimi 15 anni, dopo che il circuito fu abbandonato nel 1993 a seguito dell’incidente in cui Wayne Rainey rimase paralizzato cadendo al “curvone Misano”. A quel punto si scelse di ridisegnare in parte il tracciato e invertire il senso di marcia per rendere più sicura e spettacolare la pista, diventata uno dei passaggi cruciali nella conquista del titolo di campione del mondo negli ultimi anni.

Il dominio Yahama dice “14 a 11”, sia in qualifica che in gara

Un circuito che, a prescindere dal giro orario o antiorario, ha spesso e volentieri portato al successo le Yamaha che a Misano hanno conquistato 14 vittorie - più delle 11 raccolte da tutte le altre rivali messe insieme (Honda 8, Ducati 2, Suzuki 1). Un dominio che comprende anche le pole position, con la stessa proporzione a favore della casa giapponese: 14 partenze dalla prima posizione per la Yahama, 11 per tutte le altre. Lo scorso anno nel GP di San Marino furono addirittura quattro le Yamaha a prendersi le prime posizioni in griglia (Vinales, Morbidelli, Quartararo, Rossi), bissando così per la prima volta quanto accaduto in precedenza a Jerez nel lontano 1988 (in cui a compiere l’impresa furono Eddie Lawson, Wayne Rainey, Kevin Magee e Christian Sarron).

Rossi, Marquez e Lorenzo: un trio da tris di vittorie a Misano

Considerando quanto la Yahama sia competitiva su questo tracciato, Fabio Quartararo potrebbe approfittarne per aumentare il suo bottino di cinque vittorie e otto podi conquistati in questa stagione, provando a scrollarsi di dosso un positivo “Pecco” Bagnaia - reduce dal suo primo successo stagionale acciuffato ad Aragon, mostrando anche l’ottima condizione e resa della Ducati. Se si guarda alla storia però, vengono i brividi a leggere i nomi dei tre piloti che sono riusciti a conquistare il maggior numero di vittorie a Misano (tre ciascuno): Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo; simboli degli ultimi 20 anni della MotoGP. Lorenzo è anche quello che è riuscito più volte a salire sul podio - ben otto - seguito da Pedrosa e dallo stesso Rossi a quota sei. Marquez invece deve accontentarsi di cinque piazzamenti tra i primi tre.

La maledizione della pole interrotta da Maverick Vinales

Occhio nella caccia al miglior tempo in qualifica a Maverick Vinales, che lo scorso anno ha raggiunto Jorge Lorenzo a quota quattro come pilota con il maggior numero di pole position nella storia del circuito. Separatosi a stagione in corsa dalla Yahama (moto che sul tracciato di Misano gli avrebbe fatto certamente comodo), il pilota spagnolo è riuscito 12 mesi fa a vincere la gara partendo dalla prima posizione a dieci anni di distanza dall’ultima volta che era accaduto nel GP della Riviera di Rimini. L’ultimo a riuscirci era stato Dani Pedrosa (2010) che è anche l’unico ad aver chiuso la corsa davanti a tutti senza essere partito nelle prime cinque posizioni in griglia - nel 2016, scattando dalla casella n°8.

Partire in pole position vale il 40% di probabilità di vincere

La domanda dunque sorge spontanea: quanto è importante partire dalla prima posizione a Misano? Dieci vittorie sono arrivate dalla pole e 21 (su 25) dalla prima fila. Le uniche conquistate da chi è scattato più dietro sono, oltre a quella già citata di Pedrosa del 2016, quella di Doohan (5° in griglia nel 1991), di Dovizioso (scattato come 4° nel 2018) e di Marquez (anche lui inizialmente 5° nel 2019). Il meteo potrebbe essere poco clemente nei prossimi giorni e regalarci forse la prima qualifica bagnata della storia del circuito, sul quale sono state corse due gare sotto la pioggia - 2015 e 2017 - sempre vinte da uno spagnolo; che hanno conquistato nove degli ultimi 12 successi a Misano, con le tre eccezioni tutte italiane. I piloti azzurri, giunti complessivamente a quota 250 vittorie nella massima categoria dopo il successo di Bagnaia lo scorso weekend, sperano di replicare la doppietta conquistata nel 2020 nella prima gara corsa a Misano, quando a prendersi le prime due posizioni furono Morbidelli e il già citato Bagnaia.

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