L’ultima gara della carriera di Valentino Rossi: verrà ricordato così il weekend con cui la Moto GP a Valencia si lascia alle spalle la stagione 2021, salutando così non solo il primo campione del mondo francese della sua storia, ma anche una leggenda vivente come il pilota n°46 che per l’ultima volta si godrà un circuito e un vissuto che lo ha accompagnato negli ultimi 30 anni. Una vita intera, un legame che va ben oltre il semplice concetto di “carriera”: Valentino Rossi è il motociclismo e l’ultimo GP della stagione a Valencia sarà un modo per rendergli omaggio, per raccontare il più grande di tutti. Di seguito alcuni dati, i pronostici MotoGP, caratteristiche e curiosità sul circuito spagnolo e riguardo l’ultima gara dell’anno.

Moto GP Valencia: (quasi) sempre l’ultimo della stagione

Questo sarà il 24° GP che si svolge a Valencia: il tracciato è stato introdotto nel 1999 e da allora vi si è corso ogni anno (2 volte nel 2020). Finora ha ospitato 18 volte il GP di chiusura della stagione: nessun altro tracciato ha ospitato più “finali” nella storia del motomondiale. L’anno scorso non è arrivato come ultimo tracciato per la prima volta dal 2001 (al suo posto si corse in Algarve, GP disputato lo scorso weekend). Nelle 18 volte in cui è stato finale di stagione, Valencia è stato decisivo per l’assegnazione del titolo in quattro occasioni: 2006 (Nicky Hayden), 2013 (Marc Marquez), 2015 (Jorge Lorenzo), 2017 (Marc Marquez). In più il titolo è stato assegnato qui nel 2020, nella seconda delle due gare disputate, ma il round finale fu a Portimao. Il circuito è intitolato a Ricardo Tormo, vincitore del mondiale 50cc nel 1978 e 1981. Tormo scomparve nel 1998, mentre il circuito venne aperto il 19 settembre 1999.

Moto GP Valencia: Honda e Yahama le più vincenti, così come Lorenzo e Pedrosa

Honda e Yamaha si dividono il vertice di ogni tipo di graduatoria a Valencia, occupando le prime due posizioni in tutte le statistiche: dieci vittorie Honda e otto Yamaha; 26 podi Honda e 21 Yamaha; dieci pole Yamaha e otto Honda. A fronte di questo duopolio Honda-Yamaha, nelle ultime quattro gare corse qui, hanno vinto quattro marche diverse: Ducati nel 2018 (Dovizioso), Honda nel 2019 (Marc Marquez), Suzuki nella prima delle due gare del 2020 (Mir) e Yamaha nella seconda (Morbidelli).

I primatisti di vittorie a Valencia sono due piloti usciti di scena di recente: Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, entrambi a quota quattro successi. Più dietro, con due vittorie a testa, troviamo Valentino Rossi, Casey Stoner e Marc Marquez. Pedrosa è il primatista assoluto, se si allarga l’osservazione a tutte le classi e non solo alla Moto GP: sette vittorie totali. Un caso raro sul circuito spagnolo, visto che Valencia ha visto ben 14 vincitori diversi in 23 gare corse nella storia. Anche sul versante podi, l’albo d’oro di Valencia è piuttosto affollato: 27 piloti in 23 gare.

È pareggio per il primato di piazzamenti a podio in Spagna: 8-8 tra Rossi e Pedrosa. Segue a quota sei Marquez, mentre Stoner ha il primato di pole sul tracciato spagnolo: quattro, ottenute consecutivamente dal 2008 al 2011, le prime tre con la Ducati e la quarta in sella alla Honda. Rossi lo segue a quota tre. La Spagna inoltre è la nazione con più piloti vittoriosi a Valencia, con 12 successi su 22. Sono cinque invece le vittorie italiane: Rossi nel 2003 e 2004, Melandri nel 2005; Dovizioso nel 2018; Morbidelli l’anno scorso. Nel 1999, la prima edizione del GP di Valencia, vinse Regis Laconi: la sua unica vittoria in top-class. La Francia poi è restata a secco di vittorie in top-class fino al successo di Quartararo nella gara di apertura del 2020 a Jerez.

Moto GP Valencia: Bagnaia a caccia del record di pole consecutive

Il GP di Valencia è l’ultima chiamata per Mir, campione uscente ancora a quota zero successi quest’anno: l’ultimo campione del mondo a non vincere nemmeno una gara nella stagione successiva al titolo al momento è Nicky Hayden nel 2007. Se la Suzuki non vince a Valencia, ripeterà il 2020 della Honda: campioni del mondo piloti l’anno prima e nessuna vittoria l’anno dopo. Bagnaia invece può eguagliare la sequenza record di pole per un pilota italiano, sei. La MotoGP infatti considera le pole solo dal 1974, e da allora c’è solo una sequenza da sei tricolore, firmata da Marco Lucchinelli nel 1981, da Monza ad Imola (prima c’aveva pensato Giacomo Agostini, ma all’epoca quei dati non venivano raccolti).

Con una prima fila, Bagnaia diventerebbe il secondo pilota Ducati della storia con dieci partenze consecutive tra i primi tre dopo Casey Stoner (Barcellona-Phillip Island 2008). In questa stagione di Moto GP ci sono già stati otto vincitori e 15 piloti sul podio: l’anno scorso ci furono nove vincitori (record con il 2016) ed ugualmente 15 piloti sul podio (valore più elevato dal 1977, 16; record assoluto: 21 nel 1969). Quest’anno hanno vinto piloti di sei nazioni diverse (Australia, Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Sudafrica): eguagliato il record assoluto del 2000 (Australia, Brasile, Giappone, Italia, Spagna, Stati Uniti).

Clicca qui per maggiori informazioni su tutte le scommesse online* sul motomondiale

*Si prega di essere consapevoli del fatto che questo link vi rimanderà al sito scommesse